In America è il caso editoriale delle ultime settimane, si intitola Fifty Shades of Grey (scritto dall’autrice inglese EL James) e grazie a un vivissimo passaparola su facebook e sulla rete dei blog e grazie anche all’opportunità di acquistarlo in formato e-book (al riparo dagli eventuali sguardi giudicanti in libreria) è balzato in testa alle classifiche delle vendite: al primo posto in quella del New York Times e al terzo in quella dei bestsellers su Amazon.
Ma di cosa parlerà mai il libro che le donne americane hanno divorato e si passano l’una con l’altra con impeccabile discrezione? Oltretutto con le dovute conseguenze sul loro menage matrimoniale o simile? Per il New York Times è una novella erotica, ovvero: una specie di porno per iscritto, e tutti ma proprio tutti in questo momento ne stanno parlando.
Capostipite di una trilogia che la James ha pubblicato inizialmente online come fan-fiction, il libro racconta con toni pulp la relazione S&M tra il ricco uomo d’affari Christian Grey e la studentessa di college Anastasia Steele; lo rende speciale il fatto che sia una sfida al tabù secondo cui le donne non amano il porno. E’ vero che forse molte non amano guardarlo, ma leggerlo evidentemente è un’altra cosa e pare che aiuti molto a sentirsi più sexy, curiose? Al momento non sappiamo se e quando lo pubblicheranno in Italia, può essere però il momento giusto per imparare un po’ di inglese in maniera “creativa”.

Sarà probabilmente un po’ scontato o non condivisibile da tutte ma, diciamolo pure, quando si pensa ad una scrittrice i cui libri mai potrebbero mancare sugli scaffali delle amanti della lettura e soprattutto dei romanzi classici, il primo nome che viene alla mente è assolutamente uno: Jane Austen.
Quale donna - e siamo sicure anche molti uomini - non si è lasciata trasportare almeno una volta nella sua vita di appassionata lettrice dalle parole della scrittrice britannica che con le sue storie e le sue eroine moderne, seppure vissute nell’ottocento, ha conquistato cuori e menti delle lettrici di tutto il mondo?
Che l’abbiate scoperta quando eravate romantiche adolescenti; curiose lettrici a cui è stata consigliata da amiche, madri, insegnanti o chissà chi altri ancora; che un suo romanzo vi sia capitato per caso tra le mani, caduto in testa o ricevuto in dono in un’occasione resa speciale da tale cadeau, è impossibile pensare di non essere state conquistate almeno una volta dalle eroine nate dalla sagace penna dell’indimenticabile Jane.
Continua a leggere: Old Friends New Fancies: il sito dedicato alle amanti di Jane Austen
Vi ricordate dei preziosi consigli per ridurre lo stress quotidiano a cura della premiata ditta Carla Ferguson Barberini? Ebbene, ora la stessa squadra ricompare con un prontuario utilissimo per le vacanze di Natale, in uscita il 1 dicembre. Parafrasando la famosa Rossella, verrete condotte per mano a seguito del motto “Oggi è Natale. Ma domani è un altro giorno!.”
Vi verranno elargiti suggerimenti per rapportarvi al meglio: con i parenti, con i menu della stagione, con le decorazioni in tema, con i regali da comprare e quelli da riciclare, con le interminabili conversazioni e pranzi/cene di famiglia.
Seguendoli, approderete organizzatissime a Santo Stefano e saprete persino come gestire il rientro dalle ferie (cosa rispondere all’amica ricca, al tipo noioso e/o lamentoso e via dicendo). Non temete, però, ogni tanto, in questo feroce manuale, troverete a sorpresa qualche elogio dei buoni sentimenti (pochi, ma buoni).
Per quanto mi riguarda ho gioito quando alla voce riguardante l’alimentazione natalizia ho trovato questo verbo:
Il comandamento del Metodo riguardo il pranzo di Natale è: sticazzi dieta, delle calorie, dei trigliceridi, cintura. Mangiate, mangiate, mangiate e bevete senza pensieri! Storditevi di cibo, dite sì ai bis, perché il Natale è la festa della tavola!
Autore: Carla Ferguson Barberini
Titolo: Buone feste con il medoto sticazzi. Tecniche di sopravvivenza alle festività
Editore: Aliberti
Anno 2011
Pagine: 123
Prezzo: € 9,00
ISBN 978-88-6431-036
Il romanzo di Anna Mittone Quasi quasi m’innamoro, mi era piaciuto davvero molto e concludendo la recensione, in un post qui su Pinkblog, avevo scritto:
Chissà se la Mittone conosce personalmente Morgan e chissà se Morgan ha letto il suo romanzo. Cosa c’entra lui? Sarebbe troppo facile dirvelo, ma se lo avete trovato anche solo vagamente intrigante mentre faceva il giudice di X Factor, allora vi immedesimerete facilmente nella protagonista. Dimenticavo: visto che la Mittone lavora in tv, aspetto e spero che traggano una mini serie a puntate dal romanzo e che Morgan partecipi in forma ectoplasmatica. Sarebbe uno spasso.
Mi sono perciò fiondata a guardare il video messo online dalla Piemme. Morgan ha infatti partecipato alla presentazione del libro in una libreria Feltrinelli. Lo ha fatto, naturalmente, con il suo inconfondibile stile, ma anche con un’aria davvero molto divertita. Le appassionate di Morgan saranno felici di ritrovarlo in questa veste (legge dei brani, li commenta, suona) mentre contemporaneamente lo ritrovano in X-Factor. Chissà che tra un po’ non spunti davvero un sceneggiatura del romanzo.

Chissà se è vero o se non si tratta di uno di quei soliti luoghi comuni, che vogliono le quarantenni tutte coguare. Sicuramente, parlando con amiche quarantenni o che hanno già varcato la soglia, come la sottoscritta, emerge una gran voglia di cambiamento. Non ci basta rinnovare il salotto per sentirci meglio o cambiare la macchina o andare dal parrucchiere.
C’è qualcosa che freme dentro di noi, una latente e poi sempre più evidente insoddisfazione. E’ come se noi quarantenni fossimo arrivate al trampolino, pronte a fare finalmente quel carpiato per cui ci esercitiamo da tempo. Peccato che i tempi dei nostri compagni siano diversi. Spesso li disorientiamo. Spesso pensano che proprio ora che potremmo goderci la vita con tranquillità non è il caso di rimettere tutto in discussione, come accade a Rose, la protagonista del romanzo Piemme La rivincita della donna matura.
Una cosa è certa: la consapevolezza che una donna ha di sé intorno ai quarantanni è sorprendente. Forse per questo scalpitiamo: perché all’improvviso abbiamo capito che possiamo fare e che abbiamo il diritto di realizzare tutti quei progetti accantonanti per i diversi motivi.Voi Pinkies quarantenni come vi sentite? Arrivate o in partenza?
Autore: Elizabeth Buchan
Titolo: La rivincita della donna matura
Editore: Piemme
Data di pubblicazione ottobre 2008
Pagine 320
Prezzo: € 10,50
ISBN 978-88-566-0296-8
Foto | Flickr
Calzini sporchi, piatti da lavare, panni da stirare e un guardaroba che assomiglia più a quello di una teenager che a quello di una trentaquattrenne con un marito e un figlio. Sadie non è proprio un esempio di perfezione, anzi il contrario. E poi ha un dono davvero speciale: essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tra le sue peripezie, quella di essersi presentata in super-ritardo ad un pranzo di lavoro di lavoro del marito indossando i panni di lavoro (è una floral designer) ma soprattutto una maglietta con scritto a caratteri cubitali “Leccami”.
Sadie è un po’ disordinata, costantemente in ritardo, pasticciona, negata in cucina, scombinata nel conciliare lavoro e famiglia, ma anche creativa, esuberante e decisamente alternativa, e suo marito Tom, giovane rampante della City, l’ha sempre amata per quello che è. Ma si arriva al paradosso quando l’azienda per la quale lui lavora vanta mogli che rasentano la perfezione: sempre curate nel trucco e nell’abbigliamento, ottime padrone di casa e perennemente al fianco dei propri mariti, pronte a sostenerli e a fare da belle statuine durante i pranzi e gli eventi.
Ma alla lunga suo marito inizia a non sopportare più le sue stravaganze. Il lavoro è diventato sempre più importante e lui vorrebbe al suo fianco una moglie più matura e meno pasticciona. Così all’improvviso tutte le altre donne le sembrano più belle, più brave, più adeguate di lei. Che sia davvero la moglie peggiore del mondo?
La storia di questo romanzo rosa è una storia sentita già mille volte: una ragazza vicina ai trent’anni si imbarca in una storia d’amore con un uomo sposato. Inizia così la trafila delle centinaia di sms, degli appuntamenti clandestini, delle serate e delle nottate passate ad aspettare prima l’uomo che tanto la affascina, poi l’annuncio che ha finalmente lasciato sua moglie. Come andrà aa finire questa storia? Onestamente non lo so, perché non l’ho letto il libro.
Quando però mi sono imbattuta nel romanzo, hanno cominciato a frullarmi in testa molti ricordi e molte domande. Una mia amica si era imbarcata in una relazione simile (so cosa state pensando, ma era davvero una mia amica, non la sottoscritta, giuro) ed era felicissima. I primi tempi, almeno. A lei non interessava sposarsi, pur essendo innamoratissima dell’uomo in questione. Aveva già un matrimonio alle spalle.
Quello che per le altre era un tormento (aspettare, sperare, incontrarsi solo in alcune occasioni) per lei era una scarica di adrenalina e anche una sfida, un mettersi alla prova per non essere scoperta. Di tutta la situazione viveva molto il lato ludico. Allora mi sono chiesta: per vivere il tradimento o per vivere una relazione clandestina senza esserne logorati o schiacciati è indispensabile possedere il gusto del gioco e dell’avventura?
Quelle che soffrono sono forse solo le donne in attesa di un principe azzurro e di una relazione che duri per sempre? Che ne pensate? Conoscete ragazze o donne che riescono a non farsi coinvolgere troppo? Che non hanno intenzione di sposarsi e che non hanno problemi a condividere un uomo con un’altra donna, una moglie, che avrà sempre la precedenza (e ci mancherebbe) nelle feste comandate e nei momenti di emergenza? Mi rendo conto che si rischia di cadere nei luoghi comuni o di risultare offensivi sia nei confronti delle mogli che delle amanti. Non ve la prendete se però mi chiedo: come è possibile che ancora oggi crediamo alla vecchia storia del mia moglie non mi capisce?
Autore: Els Quaegebeur
Titolo: Io sono l’altra
Editore: Piemme
Anno: 2009
Pagine: 256
Prezzo: € 10,00
ISBN 978-88-566-0963-9
Sei una bionda spumeggiante o una mora ultra chic? È vero che gli uomini vogliono conquistare Marilyn e sposare Jackie? Apparentemente queste due donne leggendarie erano una l’opposto dell’altra, eppure avevano qualcosa in comune: erano misteriose e avevano stile.
Pamela Keogh vuole celebrare due intramontabili icone di stile, attraverso una diverte guida da usare tutte le volte che una donna non vuole essere la solita ragazza della porta accanto.
Una era First Lady e l’altra la star di Hollywood. La prima era una brillante studentessa e la seconda era un’adolescente che abbandonò il liceo. Una indossava tailleur di Chanel alle cene della Casa Bianca, l’altra Chanel n. 5 e basta. In apparenza una l’opposto dell’altra, entrambe invece avevano classe da vendere.
Continua a leggere: Sei una Jackie o una Marilyn? Lezioni sull'amore, il potere, lo stile
Di chick lit ultimamente ne leggo tanta e sono quindi un po’ rassegnata agli stereotipi di questo genere di romanzo. Specialmente quella dedicata a noi quarantenni, contempla un corpo devastato dalla maternità o, come in questo caso, dalle cure ormonali, un marito che affossa la carriera della moglie per andare avanti con la propria, un’amante e delle amiche preziose con cui condividere dispiaceri e remise en forme. Dimenticavo: c’è sempre anche un amico gay (che da quando è esplosa la serie Sex and the City è diventato una sorta di accessorio indispensabile).
Perciò quando ho cominciato a leggere questo romanzo ero un po’, come dire, prevenuta. Le prime pagine mi sono persino sembrate un po’ lente. Poi, però, sorpresa: la storia non è così banale o per meglio dire non lo sono affatto i personaggi. La protagonista è una donna spaesata da tutto quanto ho detto sopra, ma ha uno sguardo intelligente, divertente e ironico su quanto succede intorno a lei. Anche gli amici-stereotipo non sono scontati.
Ecco la storia: Vera ha quarantanni e un bel marito, Marcus. Non possono avere figli e lei si sottopone a diverse cure. Durante una visita in una clinica specializzata conosce quella che diventerà la sua migliore amica, Johanna, una donna bellissima e libera. Accanto a loro, un amico omosessuale con un compagno e un figlio avuto da una donna. La vita di Vera non è brillante né felicissima, ma le ci sta bene dentro.
Almeno fino a che non scopre che Marcus la tradisce. Che fare? Dopo aver vagliato diverse possibilità, decide di riconquistarlo, di riprendere in mano la sua vita. La vecchia vita. Durante il corso Come essere più belle da nude, però, accadrà qualcosa che lentamente la porterà verso un finale diverso e per niente scontato. Romanzo divertente, ben scritto, con impareggiabili descrizioni sulla vita da mamma e sul passaggio dei quaranta, punteggiato ad ogni capitolo da citazioni esilaranti come:
Molti di quelli che si credono morti in realtà sono soltanto sposati - Françoise Sagan
Autore: Ildikó von Kürthy
Titolo: Per fortuna mi hai tradito!
Edizioni: Sonzogno
Pagine: 288.
Prezzo: € 18,00
ISBN 978-88-454-2495-3
Mi ritrovo a guardare questo video inebetita: è la presentazione del libro di Daniela Fedi e Lucia Serlenga, “Curvy”. Ne parlano con Franca Sozzani, direttrice di Vogue. Dovrei essere contenta di un libro così, inveve ci sono troppi pensieri nella mia testa di donna rotonda. Primo fra tutti quello che mi dice che stiamo assistendo e partecipando ad un equivoco di fondo: dividere il mondo in donne grasse e donne magre. Dividere le donne in grasse e magre.
Vado a leggere la scheda del libro e leggo una frase che mi lascia di pietra:
La cosa più difficile da fare è una, anzi tre: amarsi, perdonarsi e accettarsi come portatrici sane di rotondità.
Perdonarsi? E per quale peccato? In effetti, però è così: noi donne non magre ci sentiamo in colpa. In colpa per non essere belle, in colpa perché non troviamo le taglie, in colpa perché i nostri compagni non ci possono esibire e le nostre figlie non avranno mai una mamma moderna amante del fitness. Quello che però mi chiedo: è giusto insegnare alle donne sovrappeso a perdonarsi?