Usate il portacellulare? Se sì, è il momento di averne uno personalizzato ed esclusivo. Se no, perché non pensare di cominciare per proteggere il vostro nuovo gingillo tecnologico? Specialmente per i cellulari di ultima generazione, quasi sempre touch screen e dai prezzi non proprio economici, è bene avere qualche attenzione in più.
Sarà facile crearne uno con lo schema di Berroco che spiega passo passo come realizzare una piccola taschina con una bella lana color pervinca. Naturalmente colori e filati li sceglierete voi, modificando anche le dimensioni nel caso in cui il vostro cellulare sia più grande o più piccolo delle misure proposte.
Personalizzare la casa passa anche da accessori come quello che vedete in foto. Un vaso può fare molto, ma un vaso ricoperto a crochet? Se vi piace l’idea, copiatela. Seguendo lo schema semplice di Prudent Baby vi accorgerete che è facilissimo creare un rivestimento a maglia per i vostri vasi.
Colori e dimensioni sono affidati al vostro gusto e alla grandezza dei vostri vasi. Il vantaggio è che potete cambiare vestito ai vostri accessori quando vorrete e superare anche la stagionalità scegliendo i filati adatti al periodo. Adesso, certo, viene solo voglia di lana, calda e confortevole, persino per i vasi di vetro!
Se avete trovato utile l’idea di uno scaldacollo di maglia fai da te per coccolarsi nelle rigide giornate invernali, ecco un altro schema facile da replicare per concedersi una coccola di lana e aggiungere un tocco originale al proprio look.
Ci vuole davvero un niente per crearne uno seguendo le istruzioni di Prudent Baby e variando colori e dimensioni secondo gradimento e misura desiderata. Molto più veloce di una sciarpa ma altrettanto calda, si può pensare di crearne in serie da regalare a tutti gli amici.
Per fermarlo, basta un alamaro o un bottone, dettaglio che vi dà anche la possibilità di personalizzare al massimo la vostra creazione.
Quest’anno ho riscoperto lo scaldacollo e le sue molteplici funzioni di sciarpa e cappello e devo confessarvi che, oltre ad avere più accessori in uno, ho trovato una perfetta soluzione contro il freddo!
Quindi perché non realizzarne subito uno con le vostre abili mani! Il blog “Made by kate” vi viene in aiuto offrendovi un tutorial per creare all’uncinetto uno scaldacollo di lana o misto lana, decorato con un romantico fiore, che rende il modello decisamente più particolareggiato!
Lasciandosi ispirare dagli schemi del sito “Bernat“, l’autrice dell’interessante blog ripropone il progetto con istruzioni in italiano e un piccolo glossario, che risulterà molto utile a coloro che stanno muovendo i primi uncinetti nel caldo mondo della maglia!
Quest’oggi ritorniamo a parlare di accessori per capelli fai da te, dato che siamo delle vere appassionate di acconciature e di tutti quegli elementi decorativi che, aggiunti al nostro look, riescono con molta semplicità a donarci uno stile sempre fresco e nuovo!
Viste le basse temperature climatiche, la voglia di calore è davvero tanta, e chi meglio della morbida lana può aiutarci a ritrovare il caldo tepore! “Braided Headband“, un progetto del blog “EvaForeva“, è una grossa treccia di lana che con grande creatività viene trasformata in un’invernale fascia.
Attraverso la lettura del semplicissimo tutorial, vi accorgerete che non saper lavorare a maglia non sarà un ostacolo, perché in questa circostanza gli unici ferri saranno le vostre mani!

La vostra vecchia felpa delle media non vi va più, e ormai vi sembra infantile dormirci a mo’ di coperta di Linus, ma proprio non ce la fate a separarvene. Tranquille, c’è una soluzione che vi permetterà di continuare ad indossare la felpa in una logica di riuso che fa bene all’ambiente: è Reknit, della designer Haik Avanian, un servizio di mamme che trasformano la vostra felpa in qualcos’altro.
Ogni mese, sul sito Reknit si posta un progetto di Maglia&Crochet diverso: quello di gennaio è trasformare la vostra vecchia felpa in una sciarpa fatta a mano. A farlo, saranno un gruppo di mamme che lavorano a mano e riciclano, così com’è nella loro tradizione.
Il servizio costa 30 dollari circa e vi permette di avere ogni mese, o una volta all’anno, quello che più desiderate. Per febbraio vorreste che le mamme rilavorassero a maglia un paio di guanti, la custodia dell’iPod o un paio di calzini? Se quello che desiderate non è in questa lista, aspettate il mese successivo.
Ricordate la mitica Wonder Woman? Ecco a voi il maglione ispirato alla sua divisa tutta stelle in rosso e blu con tocchi dorati. Lo ha realizzato Practical Polly, che lo esibisce fiera nel suo blog e spiega che le ha richiesto 14 lunghi mesi di lavoro. Il risultato, però, ripaga della fatica.
Gentilmente mette a disposizione gli schemi che ha utilizzato: si possono avere le scansioni mandandole una mail all’indirizzo che indica nel suo post. Se invece ve la cavate anche da sole, vi basteranno le istruzioni che ha pubblicato sul forum di Caftster.org.
Vi piace il lavoro a maglia ma non sapete neanche come si tengono in mano i ferri? Guardate la foto e sappiate che potete farcela. Vi sembrerà impossibile, ma in realtà c’è un trucco. Lo svela Sweet Paul, spiegando che per rivestire una sedia con un superbo lavoro a maglia non serve sferruzzare – a meno che non vogliate e sappiate farlo, beninteso – ma solo un vecchio maglione, forbici, metro e colla a caldo.
Proprio così, anziché lavorare a maglia pezzettino per pezzettino un maglione per la sedia, vi basterà misurarne le varie parti e rivestirle poi con colla a caldo e pezzi di lana ritagliati da un maglione. Che più è grande, più vi assicurerà la copertura totale della sedia. L’effetto finale, non si può negare, è molto raffinato ma al tempo stesso altamente personalizzabile, variando colori e lavorazione.
In inverno lavorare al computer è una prova di coraggio. Anche negli ambienti riscaldati, sempre che non si finisca a litigare con i colleghi per la temperatura più giusta da adottare negli spazi condivisi, a stare immobili per ore ticchettando sui tasti si finisce per gelare. Le soluzioni possono essere tante ma tutte relative: calze più pesanti, una sciarpa perennemente al collo, tazze di tè a ripetizione oppure un caldo poncho di lana sulle spalle da realizzare con lo schema di maglia che vi proponiamo.
Se è carino e ben fatto nessun collega oserà canzonarvi, perché so già che stavate pensando a quel burlone e ai suoi riferimenti a sieste e caldo Messico. Ecco alcuni tutorial per imparare a farsene uno da sé, sempre e comunque facile da realizzare, ma in diverse varianti: corto e a punta, lungo e con bordi stondati, minimale in modo che si possa portare anche sotto il cappotto, avvolgente e con una grande treccia che lo attraversa, soffice e asimmetrico ma sottile, di media misura e abbottonato, con collo alto. Scegliete il vostro e buon lavoro.

Fino ad oggi conoscevo Alina Rizzi soltanto come autrice e scrittrice anche di romanzi erotici, e sono stata piacevolmente sorpresa dall’idea della Coperta delle Donne, un’opera nata da una sua idea, alla quale hanno lavorato insieme 170 donne di tutto il mondo.
La Coperta delle Donne è una coperta vera e propria, che misura oggi quasi 16 metri quadrati, interamente fatta a mano da donne di tutto il mondo, secondo l’arte, la tradizione e la cultura dei paesi di provenienza. La Coperta delle Donne è un’opera collettiva alla quale ogni donna ha dato il suo contributo lavorando a mano, ricamando o disegnando un quadrato di 30×30cm con la tecnica preferita, che può, potenzialmente, crescere all’infinito.
Ci sono pezzi arrivati dal Brasile, dall’India e anche dal Pakistan e dall’Afghanistan, nonostante le difficoltà delle donne dei paesi sotto assedio a poter usare la rete per recepire e diffondere il messaggio della Coperta, perché è attraverso la rete e il sito di Alina Rizzi che l’idea è nata, si è sviluppata e ha fatto il giro del mondo.
Al Corriere di Como Alina Rizzi ha confessato come è nata l’idea della coperta:
Mi colpì molto un libro di Laura Esquivel, Dolce come il cioccolato: la protagonista, lasciata per l’ennesima volta dall’uomo che ama, inizia a confezionare una coperta. Ogni volta che il suo uomo la lascia e se ne va, lei cuce un nuovo pezzo e così per anni, finché un giorno, invecchiata, lascia la sua casa finalmente unita al compagno. La sua coperta, cui ora può mettere fine, è così grande che non sta a bordo della carrozza e i suoi lembi vengono trascinati lungo la strada. Colpita da questa storia, ho pensato di mettermi io stessa a fare un lavoro così, che attraversasse il tempo, un tessuto di gioie e dolori, ma non sono ferrata in cucito e ricamo. Allora, ho pensato, perché non coinvolgere altre donne.