
Un post su Yourtango mi ha fatto venire in mente un ragazzo che ho conosciuto quando ero all’Università. Non sono particolamermente romantica e non impazzisco se mi regalano rose rosse, ma la gentilezza è una cosa che apprezzo, anche in un uomo. Ancora di più se usa maniere particolarmente galanti, che si vedono poco in circolazione. Non dico che se un uomo mi apre lo sportello e mi allontana la sedia dal tavolo per darmi modo di sedere, o aspetta che entro nel portone quando si rientra tardi la sera è determinante per scegliere la persona con cui condividere una vita, ma devo dire che in quell’incontro ai tempi dell’Università, l’atteggiamento cortese ha aiutato molto.
Oggi se gli uomini sono dei cavalieri nei confronti delle donne si nota parecchio forse perchè con la parità tra i sessi più o meno acquisita non ci si aspetta neanche pù atteggiamenti del genere da parte del sesso forte.
Eppure un sondaggio conferma che anche a molte altre donne la cavalleria e il corteggiamento fanno piacere. Su 1500 donne single canadesi di età compresa tra i 18 ei 40 anni, più della metà preferiscono la cavalleria al bell’aspetto, in un uomo. Anche se il femminismo è ovviamente in prima linea della mente della donna moderna, a molte di noi (gentildonne) piace l’atteggiamento degli uomini dei tempi antichi.
Proprio così: il corteggiamento è vivo e vegeto nei cuori delle donne di tutto il mondo. Non resta che convincere gli uomini a metterlo in pratica, l’importante è che non diventi una farsa. Qualche prode Lancillotto in circolazione, anche senza cavallo, non farebbe poi male. E voi, Pinkies, vi lasciate conquistare da un atteggiamento cavalleresco o preferite sempre e comunque la parità dei sessi e fare la prima mossa senza attendere troppo?
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Quando leggo le storie di terribili primi appuntamenti, cerco di tornare indietro con la memoria e mi rendo conto che gli unici uomini con cui sono uscita da sola erano persone che già conoscevo o di cui avevo già sentito parlare. Quindi non ho mai avuto troppe sorprese.
E’ anche vero che quella che una volta ci sembrava una remota possibilità, tipica delle realtà statunitensi, che conoscevamo solo ed esclusivamente tramite telefilm, sta diventando una prassi tutta italiana. Forse non ci poniamo ancora la domanda se fare o meno sesso al primo o al terzo appuntamento, ma cominciamo ad uscire con uomini conosciuti grazie ad amiche o via social network (non senza aver preso, mi raccomando, le dovute precauzioni).
Se volete farvi due risate, date un’occhiata a questa serie di primi appuntamenti: c’è il tizio che vuole insegnarti ad usare il “suo”cambio, quello che comincia a piangere parlando della sua ex, quello che mentre esce con te comincia a flirtare con un altra e via dicendo. Altre storie sono leggermente più inquietanti. Qualcuna somiglia alle vostre? Anche voi, Pinkies, avete avuto pessimi primi appuntamenti?
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La relazione è finita, dopo anni in due ci si ritrova in uno e fioccano le domande sul perché, quando, come mai, se è una cosa definitiva e così via: non basta lasciarsi e stare male, ci mancano pure le domande impiccione degli altri. Per rispondere a tono e zittire il pettegolo di turno ecco una serie di risposte preconfezionate, efficaci e più o meno originali.
Memorizzatele e usatele a vostra discrezione oppure usatele come canovaccio di base per costruire la vostra versione. Chi se ne importa se corrisponde o meno a verità? La verità resta privata, se volete tenerla per voi. Agli altri gettate in pasto quel che vogliono spolpare oppure un pezzo di verità cucita ad hoc per confezionare una storia un po’ truce che scoraggi chiunque abbia una bella scorta di domande di riserva: le rimangerà tutte.
Un esempio? Dite che siete sempre state single almeno dal 1999. Ah, quel ragazzo, dici? Ma no, quello era sposato, era giusto una tresca. È una lunga storia, un giorno te la racconto. Le altre idee sono su Thought Catalog.
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Dolci ricordi quelli degli amori estivi dell’adolescenza, quando lasciarsi alla fine dell’estate era amaro ma si dimenticava in fretta quel morso allo stomaco da ragazzini. Lasciarsi in autunno però ha sempre quel sapore spiacevole che si somma allo stress associato di norma a questo periodo di nuovi inizi, ritorno in città, vecchie routine. Non che ci sia una stagione migliore di altre per lasciarsi, ma l’autunno è forse quella peggiore, porta di un lungo inverno non solo letterale ma anche metaforico.
L’autunno invece è una magnifica stagione per innamorarsi, coccolati dal primo tepore dei maglioni pesanti e degli abbracci avvolgenti, dalla natura luminosa che sembra lottare con i suoi colori vividi contro il sopraggiungere dell’inverno. Lasciarsi è dura e di più lo è in autunno quando l’agenda è povera di impegni sociali dopo l’orgia di divertimento estivo. Ci si ritrova soli, probabilmente senza neanche un fine settimana di svago in programma.
E se invece di impegni sociali ce ne sono, non è certo piacevole presentarsi da soli e sopravvivere al fuoco incrociato di chi domanda dove sia rimasto il proprio partner. Stanno anche arrivando le vacanze natalizie e quelle atmosfere prima condivise saranno insopportabili per chi è appena rimasto da solo. Queste le ragioni secondo YourTango. E le vostre?
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Essere una mamma single e sperare in un appuntamento non è poi così difficile, ma fare degli errori che faranno fuggire a gambe levate il nuovo accompagnatore che si spera possa diventare qualcosa di più, quello è facilissimo. Quali sono gli errori da non fare al primo appuntamento in linea generale lo sappiamo ormai un po’ tutte. Quali sono quelli da non fare quando si è mamme single non sempre li conosciamo. Ancora. Ci pensa YourTango, che ne suggerisce un certo numero per prevenire qualunque scivolone. Dai propri errori si impara, ma se non si commettono affatto è ancora meglio.
Uno dei primi errori è quello di aspettare troppo prima di concedere un appuntamento. Andarci piano sì, perché le priorità sono cambiate, i figli restano al primo posto, la cautela è più che mai importante. Ma è deleterio attendere troppo perché ci si ritroverebbe estremamente in imbarazzo, poco a proprio agio nella condizione del primo appuntamento.
Sbagliato anche buttarsi a capofitto in una nuova relazione esclusiva. Prendetevi del tempo, capite come state da sole frequentando qualcuno senza troppi vincoli iniziali. Dopo una lunga relazione esclusiva è il momento di respirare un po’ prima di ricominciarne una nuova. Anche perché, diciamolo pure, il prescelto potrebbe sentirsi leggermente in trappola. Dategli tempo di abituarsi all’idea che avete già un figlio.
A questo proposito, temporeggiate prima di presentargli vostro figlio, non tanto per l’equilibrio del nuovo lui quanto per tutelare il vostro bambino. Presentargli in sequenza i nuovi fidanzati non è una via particolarmente consigliabile, anzi diventa destabilizzante per l’equilibrio della famiglia e per la serenità del bambino. Fatelo solo quando siete convinte di voler fare sul serio. È un grande passo.
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Quando un’amica resta single ci sentiamo spesso in dovere di tirarle su il morale e qualche volta scivoliamo sulle parole e finiamo per dare fiato a luoghi comuni che non vorremmo mai sentirci dire in prima persona. Ci sono alcune considerazioni che sarebbe meglio tenersi per sé o su cui bisognerebbe porsi qualche domanda: se le single fossimo noi, che effetto ci farebbe sentirci dire certe cose? Quelle che ha selezionato TheStir, le cose da non dire mai ad una donna single.
Per esempio non vi scoccerebbe, con il cuore ancora sanguinante e la solitudine che morde come un cane rabbioso, sentirvi dire che è il momento giusto per pensare a voi stesse, lavorare su di voi, dedicarsi solo a sé? Nessuno ha voglia di dedicare a sé quel che preferirebbe dedicare alla persona che ama. È un buon consiglio, ma sarebbe meglio evitare di esprimerlo troppo presto.
È meglio evitare anche di dirle di piantarla di essere così difficile: gusti difficili, nessun uomo va bene; carattere difficile, chi la sopporta è bravo; e così via. Che siate espliciti o che ci andiate con i piedi di piombo suggerendo che qualcosa non va in lei se è rimasta sola mette a rischio la vostra vita o almeno l’amicizia, perché la fanciulla più pacata potrebbe e a ragion veduta andare su tutte le furie. Non è davvero il momento giusto.

Della settimana nazionale dei single americana abbiamo parlato e oggi si chiude con una carrellata degli scapoli d’oro di Hollywood, i single impenitenti che hanno scelto di esserlo e rimanerlo oppure quelli che, probabilmente loro malgrado, si ritrovano in questa situazione solo di recente. La condizione di single è da molti considerata una benedizione, da altrettanti un passaggio temporaneo e non troppo piacevole tra un amore fallito e la ricerca inesauribile dell’anima gemella.
Non vi resta che godervi la gallery dei quattordici uomini single dello star system hollywoodiano (e no, George Clooney non c’è), i più ambiti e i più affascinanti, capaci di stregare il cuore delle donne ma che forse non hanno ancora incontrato la donna capace di stregare il loro.
Non possiamo dirvi che sarete voi perché le difficoltà oggettive di raggiungere uno di loro non possono essere ignorate, ma siccome vogliamo credere nelle favole, oggi i principi azzurri delle fiabe vengono spesso identificati con gli uomini dei sogni dei nostri tempi e nessuno può impedirci di sognare, allora sogniamo.
Via | YourTango
Da single spesso piangiamo lacrime amare, altre volte ci godiamo semplicemente la situazione ma quasi sempre con la consapevolezza o almeno la speranza che si tratti di una condizione passeggera, destinata a concludersi con l’incontro dell’agognata anima gemella. Per festeggiare tutti i single e la felice condizione di vita che possono permettersi in America c’è la settimana dedicata a loro, un enorme successo diffuso dall’Ohio, dov’è nata negli anni Ottanta, a tutta la nazione.
È iniziata domenica e si concluderà sabato. Probabilmente non passerà troppo tempo perché sparga la propria influenza anche da noi. Intanto che aspettiamo di vedere come si svilupperà la cosa scopriamo quali sono i motivi per cui i single possono rallegrarsi della loro condizione. Sarà la storia della volpe e dell’uva, per qualcuno, che ci vede anche qualche tratto patetico, un po’ come per la festa di San Faustino subito dopo quella di San Valentino. O sarà motivo di invidia per chi si arrabatta tra i pannolini rimpiangendo un po’ certe libertà?
I single, almeno in linea teorica, possono viaggiare senza vincoli, possono organizzare il proprio tempo senza impegni con alcuno né qualcuno che dipenda da loro. Possono permettersi un hobby costoso senza che il coniuge tenga il muso lungo perché sperperate mezzo stipendio e non si è mai in casa la Domenica. Se ne vanno in palestra a tutte le ore perché non c’è la cena da preparare per chi arriva a sera. Possono andare a ballare e tirar tardi, tornare ubriachi e non giustificarsi con nessuno. Possono essere ragazzacci quanto e come vogliono. Dicono. Ma è vero?
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Single a caccia, rizzate le antenne o meglio sintonizzate i cellulari. Devono essere smartphone perché quel che vi serve è un’applicazione pensata inizialmente per single omosessuali in cerca di incontri nei luoghi normalmente frequentati da gay ma non solo, ma utile anche per chi è a caccia di avventure etero, perché è allo studio una nuova versione dell’app.
Quella originale si chiama Grindr e si serve della tecnologia GPS per rintracciare nei dintorni del luogo in cui vi trovate altri single con le medesime preferenze disponibili ad un incontro. Altro che siti di appuntamenti online, incontri al buio tradizionali o conoscenze per mezzo di amicizie comuni. Qui si rischia di rivoluzionare del tutto il concetto di incontro.
Perduta ogni aura di casualità e ogni parvenza di destino, licenziato in tronco Cupido, tutto s’affida alla tecnologia. Il successo del progetto intanto ha convinto gli sviluppatori a lavorare ad una proposta simile pensata per le donne etero in cerca di uomini. Nasce tuttavia il dubbio se ciò non possa dare adito a fenomeni di stalking. In fondo però è il rischio che comporta qualunque strumento di geolocalizzazione condivisa online.
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Può una rottura amorosa portare dei benefici nella nostra vita? La risposta è sì, sia che siamo noi a decidere di darci un taglio sia che subiamo la scelta altrui, per niente condivisa, che ci fa soffrire e riduce il nostro cuore in pezzi tanto piccoli che ci sembrerà impossibile a lungo pensare di poterli rimettere insieme. Eppure una rottura può essere un bene, sotto molti versi. Dopo aver elaborato il dolore, s’intende.
Per cominciare possiamo concentrarci di nuovo su noi stesse, esclusivamente su noi stesse. Prima di tuffarci di nuovo nel vortice degli appuntamenti e nella caccia con le amiche al prossimo principe del vostro cuore approfittiamone per guardaci dentro, mettere a fuoco i desideri, realizzarne qualcuno che avevamo relegato in fondo alla lista delle proprietà. Riscopriamoci. Sicure di volere un partner? Un compagno ci completa, ma un po’ di solitudine può farci bene. Può essere salutare per capire cosa ci aspettiamo da una relazione, cosa cerchiamo; imparare a non accontentarsi solo per non sentirsi sole.
Di solito il primo aspetto della vita di una donna che trova nuova carica dopo la fine di una relazione è la carriera. È il momento giusto per concentrarsi sul lavoro, guadagnarsi la promozione, trovare la propria strada e raggiungere gli obiettivi. I sacrifici saranno ricompensati e non peseranno su altre persone, perché saremo completamente padrone della nostra vita e delle nostre scelte.
Per qualcuno una rottura è anche una specie di prova del nove, che permette di esaminare con un minimo di distacco se la persona con cui stiamo è davvero quella giusta. Tuttavia questa soluzione di allontanamento, che ci si augura temporaneo, non sempre funziona al suo meglio ed è importante che entrambi i membri della coppia siano convinti di volerlo fare. E se poi uno dei due scopre di starci proprio bene, da solo? In questo caso meglio scoprirlo prima che dopo, non vi pare?
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