Questa mattina Sephora ha presentato il rinnovamento di uno dei propri cavalli di battaglia, la linea StriVectin-SD, pensata per cancellare i segni del tempo e prevenire rughe, smagliature, occhiaie, gonfiori e chi più ne ha più ne metta. StriVectin è stato presentato come un case history di successo: la linea, nata nel 2004, ha ricevuto un apprezzamento di pubblico tale da convincere l’azienda a migliorarla ulteriormente. Dopo una breve spiegazione di cosa si tratta, vi racconto il mio primo incontro con questa linea di prodotti.
Come spiegato oggi dal team di esperti che hanno lavorato sulla linea di creme, anni di studi presso l’Università dell’Arizona hanno portato ad un potenziamento della formula originale. La formula originaria di peptidi è stata potenziata ed arricchita, affiancandola ad una nuova tecnologia scoperta grazie agli studi sul cancro della pelle condotti dalla dottoressa Elaine Jacobson. La nuova molecola introdotta è la Niacina, che offre energia ai peptidi e ripara il DNA della pelle ricreando la barriera epidermica.
La Niacina, idrosolubile e non facilmente assorbibile dalla pelle, è stata accorpata ad una coda di elementi chimici e sarebbe in grado di aumentare lo strato corneo della pelle, come i test clinici e le biopsie condotte dimostrerebbero. La nuova linea StriVectin-SD utilizza 4 volte più peptidi rispetto al passato, la Niacina ai massimi livelli possibili di concentrazione, estratti botanici, ceramidi e antiossidanti più estreatti di menta, salvia e bergamotto.
Su suggerimento della nostra Miss Becky oggi dedico la puntata della rubrica di pink Un Prodotto alla settimana ad un prodotto controverso: la lozione schiarente alla camomilla del Dr. Schultz.
Se non l’avete mai provata, sono sicura che ne abbiate almeno sentito parlare, e qualora vorreste decidere di schiarirvi i capelli proprio adesso, sfruttando l’azione combinata di lozione schiarente e solleone d’agosto, vi consiglio di leggere attentamente le istruzioni sulla scatola e le note di questa rubrica, prima di versarvi in testa la metà della bottiglietta e correre sulla spiaggia.
Sarà perchè gli uomini preferiscono le bionde, ma certo è che tante ragazze vogliono platinate meches e tante bionde desiderano potenziare ancora di più il loro biondo in modo naturale, di modo che non ci si accorga della differenza. Ecco perché il geniale Dr. Schultz, erborista tedesco dei primi del ‘900 ha inventato questa lozione a base di camomilla e altri ingredienti vegetali che schiariscono i capelli.
C’è chi al mare preferisce le lampade e chi non vuole esporsi al sole per proteggere la pelle dall’invecchiamento, ecco quindi un esempio di prodotto che compensa la mancanza di tintarella naturale con un effetto abbronzatura grazie ad una crema idratante arricchita di pigmenti coloranti.
Tra i prodotti autoabbronzanti più comuni ci sono la crema Dove e Johnson’s Holiday Skin, che oggi sottoponiamo all’analisi di pinkblog e ai commenti delle lettrici, perché non è tutto oro quello che luccica, soprattutto sulla pelle.
O meglio, la crema luccica e dona pure il colorito voluto, ma a molte lascia la pelle a chiazze e non idrata del tutto. La causa potrebbe essere nel modo in cui ci si spalma l’autoabbronzante, forse da correggere seguendo i nostri consigli, oppure nella crema stessa. Propendo un po’ per la seconda ipotesi perché a mettersi una crema non è che ci voglia un’attitudine particolare e perché alcune lamentano un effetto colore tandente all’arancio molto più che all’ambrato desiderato.
A molte, il prodotto piace, perché funziona anche sulle pelli chiare ed il colore che ne risulta è gradevole, e l’unico effetto sgradevole sembra essere lo strano odore da brodo di gallina della crema autoabbronzante Johnson. E voi, l’avete mai provato? che ve ne pare?
Da brave lucertole avrete ormai un colorito ambrato, un’abbronzatura che fa invidia alle vostre colleghe ancora in ufficio che sarebbe un peccato lavare via in tre docce. Un prodotto per mantenere l’abbronzatura più a lungo? La saponetta Dove. Si, proprio il sapone classico, il Dove Cream Bar idratante.
Come i doccia gel di Un prodotto alla Settimana, la saponetta Dove idrata la pelle e non lava via l’abbronzatura, fissandola meglio e più a lungo. Se ancora non siete partite per le vacanze, correte a prendere una saponetta Dove e mettetela in valigia, insieme alle creme solari.
Il Dove, nato come sapone normale, noto per la sua formula idratante che non secca la pelle con un quarto di crema, risulta utilissimo d’estate, dopo l’esposizione al sole. Avete mai provato a lavarvi con il Dove?
Dopo aver recensito per il mese di giugno alcuni prodotti solari, per un’abbronzatura sana e perfetta, passiamo adesso ad alcuni consigli su come mantenere l’abbronzatura, conquistata a fatica, soprattutto a causa delle condizioni climatiche di questo periodo. Ad ogni modo, per tutte coloro che si preparano ad andare al mare nel mese di luglio, ecco un prodotto consigliato per non lavare via l’abbronzatura ad ogni doccia.
Dopo un test su una serie di gel, bagnodoccia e bagnoschiuma, di quelli che “non lavano via l’abbronzatura”, solo alcuni hanno passato il mio test: il Doccia Bronze di Bilboa che vedete in foto e la saponetta Dove. Se ne conoscete qualcun’altro, di cui potete garantire la tenuta, scrivetelo nei commenti, mentre intanto io descrivo questo bagnodoccia a prova d’acqua.
La linea Doccia Bronze di Cadey ha dei prodotti ottimi a non togliere la tintarella: sono gli Ice, che mantengono a lungo il colorito.
Disponibili anche al supermercato a circa 2 euro la bottiglia, nelle fragranze Arancia Amara, Pompelmo e Mandarino, Cedro - Vetiver, Latte di Cocco e Menta-Rosmarino, che a lavarsi sembra un po’ di rosolarsi in padella, svolgono perfettamente il loro compito.
La serie di Un prodotto alla settimana dedicata ai Solari termina oggi con un prodotto per la protezione dei capelli, perché anche i capelli risentono dell’esposizione al sole, all’acqua di mare, al vento a cui siamo più esposte durante l’estate.
Per proteggere i capelli dal vento, dal sale e dal sole io consiglio l’olio protettivo di Kèrastase, da applicare prima di scendere in spiaggia. Si chiama Huile Généreuse ed è indicato per capelli colorati e tinti, deboli o leggermente sensibilizzati. Protegge bene ed ha un buonissimo profumo, adatto anche ad attirare e ammaliare i calabroni da spiaggia più restii all’approccio.
Questa volta è stato abbastanza difficile scovare un prodotto protettivo per capelli al supermercato, quindi mi sono orientata su un brand un po’ più costoso, ma grazie alla cui qualità i capelli sono al sicuro, ben protetti e in salute.
Alcune ricorrono a prodotti naturali per proteggere i capelli durante l’esposizione al sole: olio di semi di lino ed olio di cocco tra gli ingredienti più gettonati. Voi, che cosa usate per proteggere i vostri capelli dallo stress estivo di sole, sale e mare?

Dopo aver parlato dei prodotti solari di Bilboa, del Piz Buin Allergy per pelli allergiche e delicate, oggi prendiamo sotto la lente di Pinkblog la gamma di prodotti solari Solar di L’Oréal, quelli che io preferisco tra tutti i solari in vendita nei supermarket.
Perché Solar tra tutti? La mia risposta è semplice, e può sembrare banale, ma per me fa la differenza: le creme protettive dei solari L’Orèal non appiccicano, né mi hanno mai causato alcun tipo di irritazione. La caratteristica fondamentale, per me, dei prodotti solari, è che proteggano dai raggi Uva e Uvb, siano sicuri, non generino reazioni allergiche sulla pelle, ma soprattutto, siano leggeri. I solari di L’Oréal sono leggerissimi: la crema protettiva in spray, e anche il latte, si asciugano immediatamente e sono resistenti all’acqua, senza la sensazione di appiccicaticcio, comune a tanti prodotti per il corpo.
Avete mai provato un prodotto della gamma Solar Expertise di L’Oréal? Qual è la componente di un prodotto solare che per voi fa la differenza? Come lo scegliete a parità di prezzo?
Per tutto il mese di giugno la rubrica Un prodotto alla Settimana sarà dedicata a prodotti solari diversi. Oggi prendiamo di mira la crema protettiva solare Piz Buin Allergy, quella che a leggere dovrebbe essere una garanzia per chi ha la pelle chiara e soffre di eritemi. Piz Buin Allergy è dedicato a coloro che hanno la pelle sensibile ed è disponibile con SPF pari a 10, 15, 30 e 50+, protezione raggi UVA e UVB.
Piz Buin offre prodotti di cui fidarsi, certificati, realizzati in collaborazione con i dermatologi, ma il vero sex appeal di questa crema solare è nel suo nome. La confezione è semplice e lineare come le altre, ma in mezzo a tanti prodotti solari la vedi subito e la scegli perché ancora non c’è nient’altro in commercio che si chiami così: Allergy. Un prodotto che si chiama col nome della patologia che previene è ovvio che attiri l’attenzione perché parla con l’inconscio di chi l’eritema l’ha già avuto e lo conquista assicurandogli protezione dal sole e dai suoi effetti collaterali.
Un nome, una garanzia? A guardare dalla descrizione del prodotto sembrerebbe di sì: realizzato con tecnologia Helioplex™ offre protezione fotostabile UVA/UVB ad ampio spettro, mentre un ricco complesso idratante che agisce per diverse ore, idrata e lenisce la pelle. Allergy è anche ricca di vitamina E che aiuta la pelle a rafforzare i propri meccanismi naturali di difesa. A leggere, però, i commenti di alcuni lettori alla recensione del prodotto su reviewcentre, si evidenzia il contrario: negli ultimi anni, ovvero da quando il Piz Buin Allergy è arrivato anche in Italia con la nuova tecnologia Helioplex, un sacco di gente lamenta irritazioni, eritemi, sfoghi sulla pelle, indipendentemente dal fattore di protezione scelto.
Confesso che, attirata dall’Allergy, ho sempre voluto provarlo, ma che non l’ho mai fatto perché il marrone/arancio della confezione - che effettivamente spicca tra le altre - m’incute un po’ di timore, perché lo collego al bruciato, alla pelle bruciata più che abbronzata, ad un effetto che non vorrei assolutamente provare sulla mia pelle. Voi, mai avuto a che fare con Piz Buin Allergy?
Con l’arrivo di giugno la rubrica Un prodotto alla settimana sarà dedicata ai solari e per iniziare la serie ho scelto la linea di Solari di Bilboa, e ve li ho presentato con il video pubblicitario girato alle Bahamas, risalente al 2000. Un po’ di revival non fa mai male e identifica subito il prodotto che ha ancora la stessa confezione di colore blu.
Allora dunque, parliamo delle creme protettive o i Solari Bilboa, che troviamo comodamente al supermercato, quelle che abbronzano di più, più in fretta. Ogni volta che arriva il primo giorno di mare ci si ferma un po’ a riflettere se è meglio orientarsi su un solare tipo Bilboa, o se è meglio recarsi in farmacia per una crema protettiva forse migliore, ma sicuramente più costosa.
I solari Bilboa sono un prodotto di cui fidarsi, anche se non si escludono casi di eritema dovuti all’uso di queste crema, ma la Cadey ha un buon posizionamento sul mercato, è conosciuta ed apprezzata dal consumatore, ed offre prodotti con un buon rapporto qualità-prezzo. Soprattutto, la gamma di solari è vastissima: oltre a quelli al Burro di Cacao, ci sono quelli alla birra, al latte di cocco, la nuova serie anti-macchia, le linea Bimbi, la linea Pearl Bronze e via dicendo, per un’abbronzatura pensate in base ai vari bisogni, ai tipi di pelle e al tempo d’esposizione. Tutte al mare ad abbronzarsi, con Bilboa o senza?

Non sapendo quale prodotto scegliere da proporre alla tagliente opininone di pink e lettrici, ho deciso di selezionarli tutti in gruppo, e ognuna voterà il suo preferito. Sto parlando la linea di shampoo Ultra Dolce Garnier e sono sicura che, come la Nivea Blu, avete usato almeno una volta anche uno di questi prodotti o, forse, li avete provati uno ad uno.
La linea Ultra Dolce Garnier ci fa compagnia sugli scaffali del supermercato da almeno una ventina d’anni, e nel tempo la gamma è aumentata in base alle caratteristiche e ai bisogni dei vari tipi di capelli: in principio fu lo shampoo per capelli biondi alla camomilla, poi venne l’albicocca per non far piangere i bambini, e poi arrivarono l’olio e il limone per capelli lucenti e splendenti. Apparvero poi l’anice e l’argilla per i capelli grassi, l’henné e l’aceto di mora per ravvivare i riflessi dei capelli scuri. Infine la ricchezza e il nutrimento: olio di noce e foglie di pesco per capelli ribelli e olio di avocado e burro di karitè per capelli sfibrati alla ricerca di morbidezza e vitalità. Chiudono la gamma lo shampoo al latte vegetale idratante e quello al latte di vaniglia che districano i capelli e addolciscono dalle radici alle punte, idratando. Ultimo arrivato lo shampoo alla madreperla e fiori di ciliegio per capelli spenti e senza luce.
Mentre mi chiedo quale sarà la prossima creazione della linea Ultra Dolce, vi confido di averli provati tutti: i miei preferiti rimangono i nutrienti, soprattutto d’estate, ma anche lo shampoo alla camomilla e quello all’olio di limone mi hanno soddisfatta abbastanza. Sono un genere di shampoo da avere sempre a portata di mano, ottimo per i lavaggi frequenti, di buona qualità e con un buon risultato sui capelli. Lavano a fondo, idratano senza rovinare i capelli e hanno tutti un buon profumo che dura a lungo.
Voi, come li trovate? Qual è il vostro shampoo preferito della gamma Ultra Dolce di Garnier? Sono sicura che tra tutte le varianti, qualcosa da dire (e da ridire) per confrontarci insieme, lo troverete.