I segreti della meditazione per rilassarsi e combattere lo stress

Combattere lo stress con la sacra arte della meditazione è possibile. Basta conoscerne i segreti e raggiungere così la pace interiore.

Chi non vorrebbe conoscere i segreti della meditazione alzi la mano. I maestri yogi asiatici la custodiscono gelosamente e la tramandano ai discepoli più stretti, affinché tale pratica non vada perduta. Ebbene, per rilassarci e combattere lo stress possiamo anche noi usufruire della disciplina antica che mette in armonia corpo e mente, seguendo alcuni semplici accorgimenti.

Tanto per cominciare, il luogo ameno per meditare non può essere un posto ingombro di cose e dove circola energia negativa. Bisogna scegliere un meandro della casa dove non vi siano telefoni, apparecchiature tecnologiche e dove ci sia sufficiente spazio, atmosfera e tranquillità per lasciarsi andare e iniziare a rilassarsi.

Per facilitare la concentrazione ci si può aiutare con una musica adatta, lentissima, suonata piano, con l'aromaterapia, che può portarci più velocemente ad uno stato di quiete, con la temperatura giusta dell'ambiente, che non deve essere né troppo caldo né troppo freddo, con l'attrezzatura adatta, come cuscini e tappetini dove possiamo adagiarci e trovare il giusto relax. A tal proposito, ricordiamoci di indossare abbigliamento comodo e non troppo stretto: ricordiamoci che dobbiamo far fluire l'energia, non bloccarla!

Il passo successivo è sedersi in una posizione congeniale: la classica posizione del loto, presa in prestito dallo yoga, è perfetta. Da qui dobbiamo cercare di astrarre la mente dal contesto in cui ci troviamo. Il segreto è iniziare a non pensare a ciò che stavamo facendo prima della sessione di meditazione o a quello che dovremo fare dopo. Questi momenti solo solo per noi, quindi focalizziamoci sulla nostra testa, sul flusso lento dei suoi pensieri, sentiamo l'energia che scorre, il respiro che fluisce e riprendiamo confidenza con ogni muscolo del corpo.

Ricordiamoci che non è importante la quantità di tempo che dedichiamo all'astrazione, ma la frequenza. Conta molto di più concederci dieci minuti tre quattro volte al giorno per respirare e riportare i livelli di cortisolo nei limiti, piuttosto che arrivare stressatissime alla fine della giornata e vedere l'ora della meditazione solo come l'ennesima cosa da fare. È importantissimo che quello che facciamo per noi stesse non diventi un dovere, ma piuttosto un piacevole momento per ricaricare le batterie.

Man mano che prenderemo confidenza con le pratiche zen, tanto più ci riuscirà facile trovare la condizione ottimale per meditare. Riusciremo a sentire il silenzio anche in autobus nella ressa dell'ora di punta o nella pausa pranzo, sedute alla mensa aziendale. L'importante è stimolate la percezione dei propri sensi, rendendoceli amici piuttosto che nemici. E così anche il rumore di fondo di una stanza affollata potrà farci da sottofondo senza trascinarci dentro e farci agitare.

In questo modo si riuscirà anche ad attuare la meravigliosa meditazione ad occhi aperti, che attraverso la consapevolezza del proprio corpo, del tatto, del gusto, dell'olfatto, dell'udito e della vista, ci porterà una piacevole sensazione di calma, ovunque ci troviamo. Come? Immaginandoci come una realtà immersa nel mondo ma allo stesso tempo avulsa, in grado di farsi scivolare addosso tutto ciò che è molesto. Ma a questa condizione ci si arriva per gradi, ovviamente. E sarà la degna conclusione di un percorso di conoscenza del sè che ci aiuterà a trovare la calma e la tranquillità.

Foto | da Flickr di RelaxingMusic

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