Le donne che fanno carriera rischiano di rimanere zitelle

Uno studio dell'Università di Milano-Bicocca, effettuato su commissione di Manageritalia, la Federazione nazionale dei dirigenti, quadri e professionali del terziario, ha rivelato quello che tutte noi sospettavamo già: matrimonio e carriera mal si conciliano.

L'infame indagine infrange i sogni di tutte coloro (me inclusa) che anelavano ad emulare Melanie Griffith nel mitico "Una donna in carriera", film cult degli anni Ottanta in cui la protagonista - dosando magistralmente testa e cuore - si eleva da segretaria bona a donna bella, di successo e munita di uomo addirittura più figo e di successo di lei.

La ricerca ha infatti ha scoperto che le donne che ricoprono posizioni di rilievo sono quelle che divorziano di più, in quanto spesso gli oneri familiari ostacolano lo sviluppo professionale, così come le scelte lavorative possono influire sul privato al punto da mandare in crisi irreversibile le relazioni di coppia.

Ma non solo. Dalla ricerca emerge un quadro di particolare disparità tra uomini e donne: in Italia le dirigenti, oltre a guadagnare meno dei colleghi uomini di pari livello (solo il 26 per cento percepisce più di 100 mila euro l'anno, contro il 41 per cento degli uomini), hanno meno chance di carriera, sono più soggette al mobbing e rivelano molte più difficoltà nella conciliazione tra relazioni famigliari e lavoro.

Come dire: cornute e mazziate.

La gestione di carriera e sentimenti risulta più complicata per le donne manager (67 per cento), che non per gli uomini (59 per cento) ed i dati raccolti dalla ricerca rivelano infatti un'incidenza maggiore di divorzi tra le donne manager (10 per cento) rispetto agli uomini (6 per cento), nonchè una percentuale maggiore di donne manager zitelle (18 per cento) contro solo l'8 per cento di businessmen ancora a piede libero (certo dopo una dura giornata di lavoro vorrano trovare la mogliettina che li attende a casa con la cena pronta).

Alle stesse conclusioni è giunto anche il sondaggio effettuato su 1.000 imprenditrici italiane nell'ambito di "Chase" (Chambers Against Stereotypes in Employment), il progetto di Eurochambres (l'associazione dei sistemi camerali europei) cofinanziato dall'Unione europea: un'iniziativa, avviata in 6 paesi (Austria, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Germania) attraverso le strutture camerali nazionali (per l'Italia, Unioncamere-Retecamere), che fa un quadro della situazione dei pregiudizi che le donne devono ancora affrontare sul posto di lavoro.

Ad aggiungere danno alla beffa per le povere donne che tentano di realizzarsi professionalmente mentre si organizzano per fare la spesa, portare i figli a scuola, stirare un quintale di camicie (anche le proprie!) e rimanere sufficientemente femminili per non deludere il proprio partner, la rivista Forbes (complice anche il Corriere della Sera che ci riporta l'articolo tradotto) ha trovato ben NOVE dico NOVE motivi per cui un uomo non dovrebbe sposare una donna in carriera.

Voi che ne pensate? Meglio casalinga disperata o lavoratrice stressata?

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