Angela Bustillo, la Miss (mamma) perde il titolo

Correva l’anno 1987 quando Mirka Viola, diciannovenne neoeletta Miss Italia, dovette rinunciare nel giro di qualche ora alla prestigiosa fascia, passando poi alla storia del concorso come la “miss detronizzata”. In contraddizione con le regole del concorso, Mirka aveva partecipato omettendo di essere sposata e madre di un bambino di 2 anni.

Adesso, provate a “trasfigurare” quella notizia, lasciando inalterato il fatto ma cambiandone alcuni dettagli, un po' come si fa con un vecchio abito a cui si abbinano nuovi accessori: al posto dell’italiana Mirka Viola mettete la spagnola Angela Bustillo, invece del titolo di Miss Italia facciamole vincere il titolo iberico di Miss Cantabria, e sostituiamo il figlioletto di 2 anni con uno di 3.

Ah, dimenticavo, particolare non insignificante, slittiamo la storia in avanti di 20 anni…

Se fosse un mero esercizio di scrittura creativa, forse potrebbe avere anche dei risvolti interessanti, peccato che finora di interessante si sia riscontrato solo lo “stato” della protagonista, che, di fatto, è stato fautore della perdita dello scettro.

E’ successo a Santander, in Spagna, dove Angela Bustillo aveva vinto il titolo di Miss Cantabria, una sorta di “Miss Spagna Settentrionale”, valido per concorrere successivamente al concorso nazionale di Miss Spagna. Tuttavia, la favola si è presto interrotta, quando l’organizzazione del concorso ha scoperto la maternità di Angela, e l’ha per questo destituita dal trono. Per quanto la Spagna sia un paese dalla fortissima tradizione cattolica, al pari, se non per certi versi anche più dell’Italia, si sta dimostrando molto più progressista rispetto a noi su temi di discriminazione sociale e sessuale, e penso al riconosciuto che hanno dato alle unioni civili, sia per etero che omosessuali, mentre noi stiamo ancora discutendo di Pacs e di DICO.

Eppure, il paese è rovinosamente scivolato sulla buccia di banana della Miss Mamma.

Infatti l’esclusione dal concorso di Angela –come di altre potenziali mamme partecipanti - si basa sul fatto che con l’impegno dei figli le Miss-mamme non potrebbero viaggiare e sfilare come ci si aspetterebbe, questo in base al ragionamento figli=pesante catena che vincola ogni donna al solo e unico ruolo di madre, punto.

Forse è il caso di precisare che non sono un’appassionata sostenitrice di concorsi di bellezza, perchè li trovo troppo superficiali e vacui, ma credo comunque che non debbano essere discriminanti nei confronti di chi – per sua scelta - vuole parteciparvi. La discriminazione di Santander non finisce qui, perché per quanto riguarda l’analogo titolo maschile, non si esclude la partecipazione di Mister-papà, come se la società fosse ancora quella del periodo preistorico, dove le donne, sempre con la pesante catena di cui sopra, erano parte della dinamica famigliare del “io uomo, andare a caccia, tu donna, stare caverna”.

Angela e la sua legale Beatriz Bermejo, uscite da tempo dalla caverna, promettono di fare ricorso, in quanto considerano i motivi dell’esclusione anticostituzionale, e sono pronte a dare battaglia, senza clava.

  • shares
  • Mail