Anoressia e disturbi alimentari: malattie socialmente trasmissibili

Donna allo specchio Di anoressia e disturbi alimentari se n'è parlato e se ne parla ancora tanto; ma forse mai in termini in qualche modo "economici", e anche poco in realtà in termini sociali. I ricercatori della London School of Economics e della City University London hanno infatti condotto un'analisi economica sull'anoressia nel Regno Unito e nel resto dell'Europa, arrivando ad alcune conclusioni forse scontate, ma importanti.

Intanto gli studiosi hanno definito l'anoressia e i disturbi alimentari come "malattie socialmente trasmissibili"; ciò significa che il principale veicolo di diffusione è la società, con i suoi modelli, i suoi ideali e i media che li trasmettono; gran parte della colpa per la diffusione di questo genere di disturbi ricadrebbe dunque sulla moda, sulle passerelle, su tv e giornali, sugli uomini che vogliono ancora farci credere che la bellezza sia una questione di peso.

I ricercatori inglesi sostengono poi che disturbi di questo genere pesino anche, in fin dei conti, sulla sanità pubblica e quindi sul bilancio statale; e per questo motivo, oltre che per ragioni più nobili, i governi dovrebbero intervenire sulla questione, cercando di filtrare le informazioni e gli ideali che giungono all'opinione pubblica attraverso i media e a partire dalle passerelle. Detto così non fa una piega, ma guardato da un certo punto di vista potrebbe sembrare un suggerimento quasi da censura.

Tuttavia un fondo di verità c'è: forse i governi dovrebbero intervenire davvero nella questione, se l'umanità in quanto tale avesse raggiunto la giusta maturità per poterselo permettere. Forse in alcuni Paesi questa sorta di utopia potrebbe anche diventare realtà, ma in Italia? Dove l'ultimo Presidente del Consiglio, prima dell'attuale, considerava il corpo delle donne come un mero strumento di lussuria e non si curava nemmeno di nasconderlo?!?

Via | Jezebel

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail