Luciana Littizzetto, la mimosa secca e la lettera agli uomini

La Littizzetto ha colpito ancora. Se vi posizionate sul minuto dieci del filmato, potrete ascoltare la lettera che ha scritto agli uomini da parte delle donne. Che ne pensate? Devo essere sincera: se l'avessi ascoltata anche solo un anno fa avrei riso tanto, mi sarei congratulata per la parte seria nel finale della missiva e avrei fatto girare il video tra le amiche.

Questa volta, invece, mi resta l'amaro in bocca. Molte donne e molte associazioni quest'anno hanno ricordato che l'8 marzo non è la festa della donna ma la Giornata internazionale delle donne e che anche a volerla chiamare tale non c'è niente da festeggiare, data la moltitudine di omicidi e violenze a carico del genere femminile.

Io avrei approfittato dell'occasione per chiedere agli uomini non di stendere bene i pantaloni sulla gruccia, chissene, scusatemi. Il bicchiere del lavandino, la mimosa secca, le solite diatribe casalinghe sminuiscono altri problemi. Senza voler oscillare nel campo opposto, quello della violenza feroce, ci sono molti temi più seri e urgenti che riguardano il quotidiano.

Parliamo del diritto al lavoro. Gli uomini considerano il lavoro femminile come accessorio o come fondamentale per completare lo stipendio familiare. Non pensano alla propria compagna come ad un adulto che ha diritto a realizzarsi. Dividere le incombenze domestiche è diverso che collaborare alla gestione della casa. Non vorrei sembrare noiosa, ma forse è ora che anche noi, tra amiche e colleghe, quando parliamo dei limiti dei nostri compagni o della mentalità maschile/maschilista osassimo di più, altrimenti tutto si trasforma o in un siparietto comico o in una denuncia feroce, mentre lo spazio centrale, quello che occupa in modo significativo la nostra vita, resta vuoto e abbandonato a se stesso.

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