Girl Model: il lato oscuro dell'industria della moda

Se penso a quello che ero a tredici anni, insicura con la paura di non essere accettata dai coetanei, di non riuscire, con i problemi a scuola e il carico di responsabilità che sentivo addosso, all'idea di lasciare le medie per le superiori, sono assalita da una certa inquietudine. A quell'età nessuna ragazzina può prendersi il carico di decidere di partire per un paese lontano, di "fare la modella" senza appoggio dei genitori per riuscire a fare bene, e mantenere la propria famiglia in difficoltà economiche.

E invece, sì. Il documentario "Girl Model" (2011), prodotto e diretto da David Redmon e Ashley Sabin, è la storia di Nadya Vall una ragazza siberiana con il desiderio di fare qualcosa di diverso che le faccia cambiare vita.

Se scorriamo il trailer, ci rendiamo conto quanto possano essere sbagliati e sconvolgenti i metodi delle agenzie di modelle che lasciano le ragazze abbandonate a se stesse affinchè provino a farcela, senza pensare (o pensando ma facendo lo stesso in maniera cinica) quanto siano vulnerabili. Purtroppo nell'universo della moda i clienti chiedono ragazze sempre più giovani e più sottili, e i responsabili dell'andamento delle cose sono l'industria della moda nel suo complesso e la mancanza di una regolamentazione.

Qui la cattiva sembra l'americana Ashley Arbaugh, ex modella ora talent scout di giovani modelle russe, che spinge Nadya a buttarsi nella mischia, a tentare la fortuna in Giappone, perchè le sue caratteristiche fisiche rispecchiano le richieste nipponiche. In realtà le più maligne sono le richieste di mercato.

Via | Fashionista

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