Cina: le mogli dei gay si organizzano

Cina: le mogli dei gay si organizzano

Cosa proveremmo se scoprissimo che nostro marito è gay? Immagino dolore, smarrimento, ci sentiremmo offese come di fronte ad ogni altra forma di tradimento all'interno della coppia, e cercheremmo una soluzione. Ma in Cina la questione è molto più difficile Le tongqi, le mogli degli uomini gay scoprono tardi che i propri mariti sono omosessuali perchè di questo tema non si parla molto nel loro Paese, e vengono prese alla sprovvista.

La soluzione? Immagino, il divorzio. Ma è difficile metterlo in atto perchè le donne non vogliono che la gente sparli di loro, temono la pressione sociale, le considerazioni della famiglia che le accusarebbe di aver sposato un uomo gay senza saperlo. E poi per tradizione tutti gli uomini decidono di avere dei figli, per questo mettono su famiglia. In effetti, degli oltre trenta milioni di omosessuali cinesi, otto su dieci sono sposati.

Per le donne è difficile da accettare anche perchè spesso sono dipendenti dal compagno dal punto di vista finanziario. Non è una questione semplice perchè l'omosessualità è un argomento tabù, ed essere sposata ad un gay, in Cina, non può essere causa di divorzio. Però, in grandi città come Pechino, Shanghai o Guangzhou, le cose stanno, lentamente, cambiando.

Sono emerse delle associazioni, dei gruppi di supporto come "Pink Space", che offrono consulenza e assistenza a ventiquattro milioni di tongqi. Geng Le che dirige una di queste associazioni commenta così: "La soluzione sarebbe probabilmente una maggiore accettazione dei gay nella società cinese. La maggior parte delle persone ci vede come malati o diversi. Se potessimo vivere la nostra sessualità più liberamente, non ci sarebbe nessun problema ".

Ma qualcosa d'altro è stato fatto. Nel 2005 la rivista Huanqiu ("Globe"), ha dedicato per la prima volta una copertina alla comunità gay, senza colpevolizzare i protagonisti, e poi, la prestigiosa Fudan University di Shanghai ha aperto un corso per considerare l'omosessualità in una prospettiva sociologica. Inoltre è nata una rivista dedicata, per cui i gay cinesi si sentono meno isolati. Ma c'è ancora molto da fare.

Via | Jeuneafrique
Foto | Whatsonxiamen

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