Miss Italia 2007, nel paese della terza età

Miss Italia 2007Non me ne vogliano tutte coloro che boicottano Missitalia perché è un prodotto diseducativo, trash e preoccupante, ma ieri sera ho fatto parte di un plotone da guerra, allineato sul divano con coscia accavallata e pronto a sparare a zero sul degrado morale della trasmissione, pur guardandola di spontanea volontà anche durante i consigli per gli acquisti.

Lasciando agli esperti del settore la cronistoria dell'evento, voglio focalizzare il punto su alcuni aspetti della polemica da 70 anni necessaria a far girare il carrozzone cigolante. Perché se Missitalia quest'anno ha fatto grandi ascolti è stato grazie alla performance di nonno Mike e zia Loretta, che adesso suppongo siano l'uno (colpito durante la notte da un'improvviso attacco di regressione allo stato infantile) a giocare col Didò e l'altra (colpita durante la notte da un esaurimento nervoso)a fare l'imitazione del Gabibbo.

Grande protagonista di questa 68esima edizione del concorso l'arteriosclerosi (con tutto il rispetto per i milioni di pensionati che fanno i nonni eccetera e non stanno in tv come presunti esperti di "comunicazione" a sproloquiare di internèt come se fosse un nuovo posto dove farsi i fanghi).

Silvia Battisti Miss Italia 2007Abbiamo visto un Mike, prevalentemente ripiegato su se stesso, tranne quando alza gli occhi al cielo per invocare San Gobbo, il protettore dei logopedisti, che gli detta soggetto, verbo e predicato; un Mike confuso che proclama la Missitalia del millenovecento e rilancia il trapassato remoto, Mike che fa il fenomeno, appiccicato col bostik a questa sua (speriamo ultima) prima serata, deriso da tutti, anche dal destino. Loretta strafatta di speed, ringalluzzita e multitasking, che tenta di arginare gli svarioni dei colleghi, regia compresa, dimenandosi al centro della ribalta.

Per non parlare delle miss, queste ragazzine cresciute con lo Jocca, adescate dal bianconiglio catodico, distribuite sulla scalinata come mangime per i piccioni e impegnate a sorridere per ore, monocromatiche, spente, come la loro giovane bellezza. Che tristezza.

Lunga vita a Missitalia, verrebbe da dire, ma, poiché c'è l'Italia di mezzo, bisogna mettersi proprio una mano sul cuore, intonare l'inno di Mameli come se fosse una ninnananna e augurarsi rassegnati buonanotte.

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