Il trend che mortifica: sono di moda i tronchetti

Nel mondo reale accade assai spesso: l'indumento o l'accessorio onnipresente sulle ultime passerelle non ci dona, non si confa al nostro stile di vita o semplicemente è talmente scomodo per noi da risultarci importabile. Ma la cosa generalmente dipende dal combinato disposto di due fattori, cioè l'oggetto incriminato - che di per sè può anche essere bellissimo - e dalla singola donna, fattezze estetiche e stile di vita inclusi. Io per esempio, che sono alta un metro e tre, sognerei di possedere una di quelle maxi-borse di nappa morbida che sono un must da oramai un paio di stagioni, ma rinuncio volentieri immaginandomi come un facchino alla stazione che trascina una Samsonite sottobraccio.

Poi - raramente, per nostra fortuna - ogni tanto la moda impazzisce e lancia trend assolutamente privi di senso. Quest'anno è il momento del tronchetto a vista.

Lo stivale a tronchetto non arriva nemmeno fino al polpaccio, ma si ferma alla caviglia. In camoscio o borchiati, laminati o in pelle, questi mini-camperos vengono abbinati non solo ai pantaloni (loro naturale - e se fosse per me obbligatorio ed esclusivo - abbinamento) ma anche a bermuda, short, gonne e mini gonne. Rabbrividisco.

Non è un'opininone, ma un fatto oggettivamente oggettivo: il tronchetto taglia la gamba, spezza la figura, accorcia e allarga, rende sgraziato e pesante il passo. Succede sui chilometri di gambe dell top model, figuratevi a chi è alto un metro e tre (lo ammetto, questo post è estremamente autoreferenziale). Vale la pena mortificarsi così per essere alla moda?

Voi che ne pensate? Vi accodate a chi grida "Non importa se non slanciano le gambe: quest'inverno bisogna averli" , o vi schierate con me e la mia repulsione per l'oggetto?

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