Aung San Suu Kyi e la lotta per la democrazia in Birmania

aunga san suu kyi democrazia in birmaniaIn questi giorni torna forte la questione birmana, con immagini atroci di pacifici manifestanti attaccati dall'esercito del regime, di monaci buddisti uccisi perchè scesi in strada dalla parte del popolo. Immagini che sembrano lontane, ma non lo sono affatto. Costretta a guardare impotente l'ennesima repressione finita nel sangue del "suo" popolo, dai suoi arresti domiciliari, c'è una donna, il Premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, giunta a 62 anni, 12 dei quali passati in prigionia.

Fondatrice della Lega Nazionale per la Democrazia, ha scelto di restare in Birmania, lontana dalla famiglia, e agire contro la dittatura con la non-violenza (qui una sua bella intervista), ma lo scotto pagato è stato quello di assistere agli attacchi mortali contro migliaia di manifestanti pacifici suoi sostenitori. Ora sta accadendo di nuovo: il regime birmano spossa il popolo con imposte proibitive su ogni genere di prima necessità. L'elevata mortalità infantile, i bimbi soldato, lo stupro di massa sono la quotidianità.

In questi giorni MTV si fa portavoce della Burma Campaign inglese e manda uno spot che, attraverso la voce flebile e gli occhi forti di Aung San Suu Kyi, sprona la gente a firmare una petizione che sensibilizzi il governo birmano (e l'ONU) a fare di più per la democrazia in Myanmar (Birmania, fino al 1989), nonché per la liberazione della Kyi. Se contiamo ancora qualcosa, facciamoci sentire... per una donna come Aung San, per chi lotta per "la libertà dalla paura".

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