Il controllo delle sessualità secondo le americane

Pregnant woman

Un recente sondaggio condotto dalla Henry J. Kaiser Family Foundation dimostra che un buon 31 per cento delle intervistate negli Stati Uniti pensa che ci sia un tentativo su larga scala di limitare le scelte di salute riproduttiva delle donne e dei servizi, come l'aborto, la pianificazione delle nascite e la contraccezione.

Si tratta di una vera e propria guerra ideologica, dal momento che c'è una netta divisione fra le liberali e le conservatrici. Le prime ammettono al 49% che c'è una vera e propria battaglia di limitazioni in tema di salute delle donne, reputando "cattiva" ogni restrizione sui servizi, mentre solo l'8% delle seconde pensa la stessa cosa. Anche la religione ha da dire la sua, con un 36% delle cattoliche che ammette l'esistenza di tentativi in atto per condizionare ed arginare le scelte riproduttive femminili, contro solo il 20% delle donne di fede evangelica che crede lo stesso, cui si unisce un altro 30% di cristiane non evangeliche.

Spesso accade che argomenti di questo tipo vengano usati per animare i dibattiti delle masse in periodo di campagna elettorale. Eppure i temi cari all'elettorato femminile, che in altri tempi infervoravano le menti dei più, oggi non sembrano riscuotere il successo di una volta. La ragione è l'economia ballerina che sposta l'attenzione su problematiche più quotidiane dell'intera famiglia.

James Carville nella campagna di Bill Clinton del 1992 aveva detto che parlare del controllo delle nascite quando non è possibile pagare il mutuo o sfamare i figli era una stupidaggine. Ed erano tempi meno difficili rispetto a quelli odierni. Non ci resta che attendere e vedere se le tematiche vicine alle donne, elettorato prezioso da trattare con cura, torneranno in auge per convincere le signore a dare la propria preferenza per Obama o per Romney. Dobbiamo aspettarci le solite strumentalizzazioni?

Via | Whashingtonpost
Foto | Flickr

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