L'avvocatessa? La pago la metà...

Dimentichiamoci le scalate al potere di Ally McBeal e colleghe: qui in Italia non va così. Perchè se è vero che aumenta vertiginosamente il numero delle professioniste del foro abilitate da anni di studi specifici, è anche vero che continuano a guadagnare circa la metà dei colleghi maschi. A fronte di un reddito medio di 25,000 euro di un avvocato donna, un uomo che intraprende la stessa professione ne guadagna 60,000.

E c'è di più: le donne, pur specializzate al massimo, mancano dalle cariche di prestigio in Consigli nazionali, Ordini, ecc. La fonte non sono io, ma i dati forniti dalle Casse di previdenza professionali e da studi internazionali italo-inglesi (i cugini isolani non stanno messi meglio di noi!). Il problema? Discriminazione, velata, ma discriminazione. Si pensa che le donne siano più adatte a ruoli attivi nel sociale (ruoli "affettivi") come diritto di famiglia e tutela dei minori: si chiamano "specializzazioni di genere" e le donne stesse ne sono le prime fautrici.

Inoltre, una grossa fetta di clientela, per questioni come il diritto commerciale e societario, si fida di più degli uomini. Insomma, bisogna "svecchiare" anche questo settore del lavoro e guardare cosa combinano all'estero (ma, a questo punto, non in Inghilterra!).

Via | Il Sole24Ore

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