Tira di boxe in nome delle afghane

Storia e sport spesso coincidono così come insegna la giovane Sadaf Rahimi, una pugilessa diciottenne afghana, che vorrebbe prendere parte alle prossime Olimpiadi londinesi e che ha deciso di lottare non solo per difendere i colori del suo Paese, ma di andare ben oltre il semplice amore per lo sport.

Sadaf, infatti, desidera fortemente indossare i guantoni e salire sul ring per dimostrare, a suo modo, che le donne possono essere più forte dei talebani. A rendere vane le sue speranze e i suoi desideri, però, c'è un limite da non sottovalutare: il Comitato che decide quali atleti far partecipare ai giochi olimpici pensa che lei non sia pronta.

La diciottenne è infatti stata battuta durante il turno preliminare che ha avuto luogo in Cina alla fine di maggio, e coloro che compongono il comitato temono per la sua incolumità e che possa finire facilmente e velocemente KO.

Tra i sostenitori di Sadaf Rahimi c'è Kanishka Nawabi, presidente della Cooperazione Afghana per la pace e l'unità (CPAU), che è ottimista rispetto alle possibilità della giovane atleta e ha deciso di far partire una petizione internazionale per sostenere la sua partecipazione ai Giochi di Londra.

Non credo che la sua integrità fisica sia in pericolo

È stato il commento della Nawabi, convinta che la presenza di Sadaf Rahimi nella capitale britannica sarà una rivoluzione per le donne del suo Paese. Per la prima volta, infatti, una donna afghana prenderebbe parte al pugilato olimpico, dimostrando che le donne possono essere più forti dell'oppressione dei talebani.

Ce la farà Sadaf a qualificarsi e, qualora ciò accadesse, a restare in piedi sul ring abbastanza da far arrivare il suo messaggio?

Via | courrierinternational
Foto | © TM News

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