L'autostima minata dalla prova costume?

Tempo d'estate e di situazioni che possono mettere a dura prova la nostra autostima. Su tutte c'è la terribile consapevolezza di dover indossare il costume da bagno e il timore di sfilare forzatamente davanti agli occhi di coloro che popolano le spiagge. Passare da un maglione che copre ogni imperfezione a due pezzi di stoffa che mettono in evidenza ogni difetto, è decisamente difficile.

In questo caso viene infatti messa in discussione la fiducia in noi stessi e la nostra dipendenza dallo sguardo dell'altro. Il paradosso più grande? Nel 1970 indossare il bikini fu considerata una liberazione mentre oggi, periodo in cui conta più l'aspetto fisico che le conquiste politiche e sociali, quello che preoccupa di più non è aver conquistato un diritto ma il timore che si veda la ciccia.

Tralasciando ogni riflessione ideologica, però, a quanto pare la prova bikini può generare davvero un trauma, tesi che sostiene la sessuologa e psicanalista Catherine White:

gli abiti che riescono a camuffare quando sono indossati, una volta caduti ci lasciano di fronte a un corpo nella sua realtà, mostrando anche come lo trattiamo. La brutalità per quanto ci riguarda non è ovviamente obiettiva, è stato forgiata dalla stima che abbiamo di noi stessi e la sicurezza nei nostri confronti, più o meno consapevole. Contro di noi ci sono sempre le immagini dei media, che ci incoraggiano ad essere come spesso non siamo.

Via | psychologies
Foto | © TM News

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