Le artiste francesi si battono per la parità di genere

La Barbe

Nel 2011, su iniziativa della direttrice d'orchestra Laurence Equilbey, era stato condotto uno studio che ha mostrato come il 96% delle opere teatrali, il 95% dei concerti e l'85% dei centri di drammaturgia nazionale fossero diretti da uomini. In base a questa situazione la Società di Autori e Compositori Drammatici mercoledì scorso ha chiamato in causa lo Stato, al fine di promuovere la parità di genere nel campo della cultura e dello spettacolo.

Già durante il festival di Cannes, l'associazione femminista La Barbe (trovate la foto qui sopra) ha fatto sentire la propria voce in merito, anche attraverso un articolo pubblicato su Le Monde, mostrando come i film in concorso fossero tutti diretti da uomini. A siglare la protesta nomi noti del mondo del cinema, Virginie Despentes, Coline Serrau e Fanny Cottençon che hanno pubblicizzato il movimento con lo slogan "A Cannes le donne mostrano le bobine, gli uomini i film".

E, sebbene la Equilbey continui a sostenere fortemente la parità dei sessi nel mondo della cultura e del servizio pubblico, Mauriel Mayette, amministratore generale della Comédie Française, mostra come il suo ruolo di capo femminile di un'istituzione simile faccia storcere il naso a non poche persone.

Alla luce di tutto questo, rimembrando anche la diatriba americana di ieri sui pink collar (qui il post), sempre meno pink, ci chiediamo quand'è che il mondo sarà pronto ad aprirsi mentalmente, accettando che non esistono ruoli precostituiti e lavori a sesso unico (concedetemi la licenza), ma solo persone che scelgono quale professione esercitare. Potremo mai accettarlo di buon grado senza dare giudizi sessisti? Vedremo in futuro.

Via | Terrafemina
Foto | sito La Barbe

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