E' finito il girl power? Ridateci Ginger Spice

Nell'ottica di un eterno ritorno musicale (ma soprattutto di costume, vedi Take That) mi stavo preparando alla ricomparsa delle Spice Girls, "IL" fenomeno girl band anni '90 per eccellenza.

A dirla tutta però non ero pronta a scoprire che Geri Haliwell non avrebbe più detto "Girl Power" facendo il segno di "V" di vittoria con le dita, e la faccia smorfiosa. E' stato come scoprire che Babbo Natale non esiste.

Con sorpresa e una punta di indignazione leggo quest' intervista del Guardian e mi interrogo se il girl power sia definitivamente estinto, come gli zatteroni con Union Jack di Geri. Ma come? Ginger Spice, vate e mente del gruppo portava avanti la filosofia del "girl power" ed oggi, alla domanda se si ritenga femminista, Geri prende le distanze.

Ci tiene a precisare che se femminismo è sostenere l'uguaglianza di pari opportunità allora potrebbe definirsi femminista, ma il problema che ha riguardo il femminismo è soprattutto un fatto di immagine:

"Per me "femminismo" sono lesbiche che danno fuoco ai reggiseni. Per niente glamorous. Vorrei che al fenomeno venisse data una nuova veste. Abbiamo bisogno di veder celebrare la nostra dolcezza e femminilità".

Certo è che ad oggi identificare il femminismo con il falò dei reggiseni mi sembra anacronistico ma soprattutto incoerente da una che sullo slogan del "girl power" ha fondato un personaggio e una carriera. Voi che ne pensate?

Onore al merito comunque per Geri Haliwell che nell'intervista racconta di un viaggio umanitario in Zambia, dove è andata per conoscere le condizioni di vita e le difficoltà delle donne di quel paese. Speriamo solo che non insegni loro strategie di marketing per "ri-pubblicizzare" il fenomeno emancipazione.

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