Chiho Aoshima e i suoi universi brulicanti

Chiho Aoshima arte contemporanea

Chiho Aoshima realizza le sue monumentali opere mediante manipolazione digitale. Monumentali perché i suoi affreschi sono enormi e riempiono intere pareti delle gallerie di tutto il mondo. L'effetto è questo: si entra in una asettica sala b di un qualunque museo di arte contemporanea e si viene trascinati a forza in una dimensione onirica, attraente come un bel sogno, sfavillante, luccicante ma che presto si deforma in incubo.

Perché l'universo che Chiho descrive è al tempo stesso paradisiaco e violento, dove ondeggiano fiori e serpenti, edifici con occhi e bocca pronti a sorridere o fagocitare il malcapitato intruso o l'inuilino di turno. I personaggi che lo popolano sono ragazze-bambino, nude, sinuose che spuntano da sottoterra come candide larve attorcigliate l'una con l'altra.

Non è difficile individuare in quest' Eden apparente i simboli di una sessualità giocosa ma anche torbida, simboli fallici, schiume e meduse si insinuano in ambienti sottomarini o prati contaminati da una strana malattia, mentre tutto, a prima vista, potrebbe sembrare fiorito.

Chiho Aoshima arte contemporaneaChiho Aoshima sembra interpretare l'immaginario giapponese fatto di anime e spiriti mutanti in una chiave michelangiolesca, con tutte le dovute premesse. Smussando gli angoli delle geometrie urbane, accendendo le lucine degli appartamenti organici, Chiho crea mondi in cui chi, passeggia, respira e spia non è solo il visitatore che ha pagato il biglietto.

via | who killed bambi

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