Evviva le Hollandette!


Sono 17 le donne scelte dal neo presidente francese François Hollande per il suo esecutivo. Altrettanti uomini completano il nuovo governo. Ma sono state soprattutto le donne ad aver attirato l’attenzione della stampa. Ribattezzate “Hollandette”, tre in particolare (Aurelie Filippetti, Najat Vallaud-Belkacem e Fleur Pellerin, rispettivamente ministro della Cultura, ministro dei Diritti delle Donne e ministro delle politiche per le piccole e medie imprese) sono sotto i riflettori del gossip e delle chiacchiere di bassa lega, soprattutto giornalistiche. Addirittura c’è già chi ha trovato la Carfagna d’oltralpe… povera lei ignara (la ministra francese s'intende).

Domanda n°1: con tutti i problemi che abbiamo in questo Paese e di cui sarebbe necessario discutere, approfondire, capire, fare vera informazione, i grandi quotidiani perdono ancora tempo e risorse a parlare di minigonne e screditare chi le porta?

Domanda n°2: indossare una gonna corta è ancora inversamente proporzionale all’avere cervello?

Domanda n°3: l’abito fa il monaco o la destinazione d’uso?

E’ quello che viene fuori dalla gallery creata ad hoc da Corriere.it che, con il già conosciuto cattivo gusto in fatto di mondo femminile, prova a mettere pepe alla vicenda riprendendo le ministre mentre vanno al lavoro e commentando il loro abbigliamento. Ma gli intrattenitori del quotidiano italiano non sanno riconoscere l’eleganza. Peccato per voi!

In italiano “essere in gamba” vuol dire essere competenti, mentre definirle “in gamba” con malizia è un modo profondamente sessista per sottolineare esclusivamente cosa indossano. Fortunatamente esiste ancora un giornalismo non d’intrattenimento che se ne parla, ne parla per ciò che fanno e per i risultati che raggiungono.

Poi, è triste ma vero, purtroppo ancora…

In Italia quando si parla di donne in politica si fa fatica ad interessarsi alle idee che propongono e ai programmi che intendono realizzare. Qui da noi succede spesso e volentieri, perché dietro si nasconde invidia, a volte un pizzico a volte tanta, rivalità ma soprattutto velleità di comando (nessuno tocchi quella poltrona!) con varie sfumature di egoismo, ignoranza e miopia da parte degli uomini, che non hanno ancora accettato il ruolo della donna nella società moderna.

Tutto è impermanente, le donne l’hanno capito e continuano ad evolversi. Gli uomini sono ancora fermi al palo e fanno di tutto per rimanerci attaccati.

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