Come mi invento il lavoro che mi piace: Zandegù di Marianna Martino


C’era una volta una ragazza… che si inventò il lavoro. Potrebbe essere uno degli incipit dei racconti surreali che pubblica Zandegù, se oggi non fosse diventato quasi obbligatorio inventarsi un lavoro, per averne uno. È proprio quello che ha fatto – con successo – Marianna Martino, fondatrice della casa editrice più giovane d'Italia segnalata anche dai nostri amici di Booksblog, che si racconta oggi alle lettrici di Pink.

Chi è Marianna e chi è Zandegù?

Marianna è una ragazza appassionata di libri e cinema, molto curiosa, golosa, irascibile e critica.
Zandegù è la sua appendice lavorativa: una casa editrice folle, forte, originale come la sua ideatrice!

Com'è nata l'idea di una casa editrice così particolare?

Dopo la solita trafila invio curriculum=nessuna risposta, ho pensato (in accordo con i miei genitori) di mettermi in proprio e portarmi il lavoro da sola. È stata una bella sfida, ma sono molto felice di aver intrapreso questo cammino. Duro ma ricco di soddisfazioni.

Il catalogo predilige giovani autori surreali. Una scelta precisa che conferisce un'identità molto forte.

Volevo che Zandegù fosse l'espressione della letteratura che più mi piace. Quindi si occupa di narrativa surreale, divertente e assurda, puntando soprattutto su giovani esordienti italiani.
Inoltre, ho puntato molto sul ricavarmi uno spazio mio, privilegiato e ben riconoscibile dall'esterno. Avere visibilità, con tutti gli editori che ci sono in Italia, è molto difficile, quindi per me è stato fondamentale lavorare sulla linea editoriale, che doveva essere necessariamente molto forte, sulla qualità dei testi e sulla grafica, pop e d'impatto.

L'approccio sembra molto fresco e immediato, niente a che vedere con certo atteggiamento "ingessato" dei grandi editori.

Decisamente no. Rispecchia esattamente chi sono io e la giovane età, mia e del mio staff. Non poteva essere altrimenti.

Parlaci dei mezzi tecnici, dell'organizzazione logistica di stampa e distribuzione.

In Zandegù quasi tutto viene sbrigato da me: dalla lettura testi, all'editing; dall'impaginazione alla correzione di bozze. Invece, ovviamente, la stampa è affidata a una ditta, le L'IGMH Dessì Group. La distribuzione e promozione dei libri invece è affidata a CDA.
Ma un ruolo cruciale e per me fondamentale lo rivestono i miei collaboratori: Alice Avallone, che si occupa della comunicazione; Antonio Stissi, che si occupa della grafica e Marco Alfieri, che si occupa dell'ufficio diritti e della lettura dei testi.

Quanto è difficile per una giovane donna affrontare un'impresa di questo genere contando solo sulla propria passione?

Per me è stato tutto molto naturale, si vede che la passione e la forza d'animo mi sono d'aiuto.
Certo a volte è molto difficile, ma fortunatamente posso contare sul mio fidanzato (che sopporta i miei momenti di sclero!), sugli amici e su un gran quantitativo di biscotti!!!

Quali sono gli ostacoli e le maggiori soddisfazioni del tuo lavoro?

L'ostacolo più grande è conquistare un posto fisso in libreria, farsi apprezzare dai librai, fare in modo che si appassionino al progetto, che ci credano e spingano la clientela verso i nostri libri.
La soddisfazione più grande è vedere i commenti positivi di perfetti sconosciuti che hanno letto i libri, li hanno amati e ci fanno i complimenti. Non c'è niente di meglio!

Cosa c'è nel futuro vicino e lontano di Zandegù?

Sono appena usciti due nuovi libri, le guide "Salvare il mondo non è mai stato così facile!" di Giampelmo Schiaragola e "Due cuori e una Playstation" di Mariella Martucci.
La prima è una guida per chiunque voglia diventare un supereroe; la seconda invece parla di come sia difficile (ma non impossibile, grazie a tanti pratici consigli!) sopravvivere alla convivenza col proprio Lui.
Continua inoltre la caccia alla copertina per il romanzo "Tasca di pietra" di Matteo De Simone.
Tutte le informazioni sull'iniziativa e sugli appuntamenti su www.zandegu.it
Per i prossimi libri, invece, ci si risente a inizio 2008.

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