Donne e calcio: la versione semi-tecnica della finale Euro 2012 di Pinkblog

Ci avevamo creduto, un po' storcendo il nostro bel nasino incipriato da tifose in gonnella, ripudiando qualche scelta tecnica e forse anche più addietro nel tempo qualche convocazione non condivisa, ma alla fine ci eravamo abbandonate all'idea che forse poteva non andare così male. Chiariamo, a vedere la squadra stanca, acciaccata, claudicante prima ancora del fischio di inizio, ammetto di aver pensato che non sarebbe parso strano se i giocatori fossero usciti dal sottosuolo come gli zombie di Romero anziché dagli spogliatoi, ma, hey, la palla è rotonda e noi siamo l'Italia delle meraviglie. Cosa potrebbe andare storto?

Tutto! Già al decimo minuto è iniziata la tachicardia, col duetto Xavi Fabregas che ha fatto tremare le vene dei polsi concludendosi in un quasi gol. Gol che poi è puntualmente arrivato, grazie alla destrezza di Silva e alla labirintite, presumo, di Chiellini, che non ha azzeccato una posizione. Giudizio da appassionata di calcio della domenica: inutile e sadico metterlo in campo, spossato com'era, spremuto dalla partita contro la Germania. Insomma, piccolo respiro di sollievo quando è stato sostituito da Balzaretti.

Eppure in campo è cambiato poco e l'Italia non ha fatto paura e nessuno, tanto più che Casillas sembrava sdoppiarsi e le nostre azioni erano lente e prevedibili. Ma ancora non c'era spazio per la disperazione. Nemmeno quando le furie rosse hanno raddoppiato. E chi se l'aspettava? Jordi Alba, il terzino sbagliato nel posto giusto, che con leggiadria ci ha fatto trangugiare il secondo chupito e ha chiuso la prima metà dei 90'. Ma con un secondo tempo intero davanti, tutto può accadere, posso persino permettermi di alzarmi dal divano e dare da mangiare al gatto.

Scelta saggia, perché sarebbe rimasto a digiuno il felino miagolante, visto come sono andate le cose. Ancora non realizzo del tutto quando la speranza di perire con onore, stile Leonida alle Termopili, si è tramutata nella consapevolezza di essere a Caporetto più che a Kiev. Esce Montolivo ed entra Motta, neanche il tempo di fare una corsa veloce in bagno (si, è vero signori, noi donne abbiamo meno autonomia vescicale di voi, fatevene una ragione) che, puff, manco è entrato che si è strappato. Ed esce in barella, mon dieu! Siamo in dieci, sempre più stanchi, alla ricerca della bandiera bianca da sventolare, ma in campo le uniche bandierine sono a scacchi e i guardalinee le custodiscono gelosamente.

Ululato di dolore. Ramos e Balzaretti si tamponano, ovviamente ha la peggio il nostro. Perché Caporetto fa rima con lazzaretto. E di fatto la salute non veste la maglia azzurra in questa tremenda finale di wrestling, ops, di calcio. Quindi eravamo tutti preparati al terzo gol, giusto? Giusto. E per carità, parliamo di Torres, pregiatissimo attaccante del Chelsea oltre che della nazionale spagnola, eravamo quasi lì a contare i secondi prima che segnasse. Ma mai, dico mai, eravamo pronti a vedere entrare Mata e segnare anche il quarto. Disfatta. Nell'aria pare quasi risuonare E lucevan le stelle mentre i diecimila tifosi spagnoli allo stadio festeggiano la propria nazionale, asso piglia tutto degli ultimi sei anni.

Ora, quasi non ho il coraggio di alzare la cornetta e sentire il mio fidanzato. Piangerà quel telefono? No, pare di no, affronta solo un insolito mutismo. Il triumvirato pizza birra partita non ha funzionato a dovere, a quanto apprendo, il modulo di gioco era sbagliato e Borini è stata una convocazione senza senso. Frustrata per la mia ignoranza circa il quinto attaccante mai veduto (non arrivo a tutto, ahimè), annuisco e saluto il mio esperto personale, senza osare proferire verbo di disappunto. Ma io che faccio ora? Quello che facciamo tutte quando siamo depresse e ci serve una valvola di sfogo: mi tuffo nel gelato. Tanto più che con questa afa è proprio quello che ci vuole. E il mondo ricomincia a sorridere, da domani però, oggi muso lungo in segno di rispetto.

Leggi anche la versione critica-irriverente.

Leggi anche i commenti tecnici di Euro 2012 su Calcioblog.

Foto | shoot da positanonews

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