I maschi e gli Special K

Ci sono volte in cui noi maschi finiamo fuori target. L'industria della comunicazione è perennemente impegnata a modellizzare prodotti esclusivamente per il pubblico femminile e, certo, il più delle volte i copy e i designer ci beccano. L'ultimo esempio di cui abbiamo parlato su Pinkblog è il Nokia 8800: un cellulare che un uomo vero non comprerebbe mai, perfettamente conscio che si tratterebbe dell'acquisto più più Queerblog della sua vita.

Ma ci sono altri casi in cui non è tutto così facile. Nel mio caso il problema si chiama Special K, i migliori cereali da latte mai prodotti su larga scala. Li amo, che dico, li venero in ogni possibile versione: con il latte, con il latte + frutta fresca, con lo yoghurt e anche nelle costosissime versioni con le bonus track della frutta liofilizzata.

Ma ogni mattina, mentre faccio colazione e guardo la confezione dei miei Special K, mi sento piuttosto a cospetto di un cavallo di troia di cartone, progettato per mettere in discussione la mia mascolinità. La scatola è piena di payoff che mi parlano come se fossi una sua amica, e appena si fa maggio ci trovo sempre i consigli per dimagrire ed essere pronta per l'estate. Mi parla pure di girovita. Io non so nemmeno come si misura il girovita. E di sicuro non faccio aerobica per rimettermi in forma.

Mi sono anche iscritto alla newsletter Special K sperando di trovare un angolino dedicato ai maschi amanti del più buon cereale al mondo. E invece nulla, non trovo una comunità in grado di ascoltare il mio problema. E alla fine mi ritrovo al supermercato con tre scatole dei nuovi Special K allo yoghurt sotto braccio, più imbarazzato di quando avevo 16 anni e compravo i preservativi in farmacia.

foto | una Special K maraton via Flickr

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