Boy watching: Come osservare e classificare i ragazzi di ogni specie!

Anche se i regali li avete finiti da un pezzo, non è detto che non vogliate farvene uno personalmente. Magari un libro divertente, da leggere accoccolati sul divano con una fetta di pandoro pronta da assaporare e un po’ di tempo – finalmente – per riposarsi e basta. Se il libro è anche divertente è meglio, e se voi siete anche single è addirittura perfetto.

Parla di uno sport, il boywatching, che è anche il titolo del libro. E lo chiamo sport perché ricorda il birdwatching (maliziose, a che pensate?) e perché conosco persone che lo praticano con costanza e dedizione. Il sottotitolo è “Come osservare e classificare i ragazzi di ogni specie”, giusto per capire lo spirito d’inventario sotteso al libro…

Le doti della boywatcher sono presenti in forma più o meno latente in ogni ragazza. Pazienza, curiosità e un’amica complice. Il metodo è antico e sempre efficace: osservare la preda, studiarne l’habitat, capire come si muove e quali sono le sue caratteristiche comportamentali. Poi – ma qui il libro vi lascia – agire. L’età consigliata è da 11 anni. Quel “da” mi conforta, visto che ne ho tanti di più e non è indicata un’età limite.

Chissà che tra le nostre lettrici non si nasconda qualche esperta predatrice appostata dietro un cocktail o qualche pagina di rivista, pronta a balzare a ricognizione finita? Avete, voi boywatchers, una casistica precisa? Nel libro si distingue, per esempio, tra il “bello da morire” e il “romanticone timido” che nella mia personale esperienza ho classificato come “lo stronzo impossibile” e “la specie quasi estinta”, con un po' di sano realismo condito da cinismo. Voi?

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