Annullamento matrimonio, quali sono i tempi e come richiederlo

Quando si parla di annullamento di matrimonio spesso si rischia di fare confusione e di non avere le idee chiare a tal proposito. L'argomento è complesso e in alcuni passaggi controverso, ma oggi cerchiamo di metter un po' d'ordine e di capire come comportarsi se dovessimo trovarci ad affrontare una simile situazione.

L’annullamento del matrimonio, a differenza del divorzio, cancella il vincolo coniugale come se non fosse mai esistito: viene dichiarato quando il matrimonio non è mai stato valido dalla sua origine, al contrario del divorzio che è invece lo scioglimento di un matrimonio già valido.

È da tenere presente che per i matrimoni celebrati con rito civile o con rito religioso diverso dal cattolico, è competente il Tribunale Civile, mentre per i matrimoni concordatari, e cioè celebrati in Chiesa e trascritti nei registri di Stato civile, sono competenti sia il Tribunale ecclesiastico sia quello civile.

È essenziale, inoltre, tenere ben presente quali sono i motivi che rendono nullo il matrimonio previsti dal codice civile e quali, invece, sono i motivi che rendono nullo il matrimonio canonico (cioè celebrato in Chiesa.

Nel primo caso la legge prevede i seguenti casi:

  • 1. Età: in caso di matrimonio di minori di 16 anni, o di 18 anni senza l’autorizzazione del Tribunale per i Minorenni. La richiesta può essere avanzata da chi non aveva l’età prevista dalla legge entro un anno dal compimento dei 18 anni.
    2. Vincolo di precedente matrimonio: è nullo il matrimonio di chi, all’epoca della celebrazione, era già legato ad altra persona con matrimonio valido agli effetti civili. il matrimonio religioso non trascritto al Comune non ha effetti civili, mentre li ha il matrimonio celebrato all’estero, anche se non trascritto.
    3. Vincolo di parentela, affinità, adozione tra gli sposi: la domanda deve essere proposta non oltre 1 anno dalla celebrazione del matrimonio.
    4. Delitto: può essere dichiarato nullo il matrimonio, se uno degli sposi è condannato per omicidio o tentato omicidio del coniuge dell’altro.
    5. Interdizione: è nullo il matrimonio di chi al tempo della celebrazione era stato dichiarato interdetto per infermità di mente, oppure era infermo di mente anche se la sentenza di interdizione è stata pronunciata successivamente.
    6. Incapacità di intendere e di volere: uno degli sposi può chiedere l’annullamento se prova di essere stato incapace di intendere e di volere per qualsiasi causa, anche transitoria, al momento della celebrazione del matrimonio.
    7. Violenza o timore: il matrimonio può essere annullato se il consenso alle nozze è stato ottenuto con violenza fisica o morale, oppure è stato determinato da grave timore causato da fattori esterni.
    8. Errore: è considerato causa di annullamento non solo l’errore sull’identità dell’altro coniuge, ma anche l’errore essenziale (che abbia cioè determinato il consenso) su qualità personali che riguardino:
    a. L’esistenza di una malattia fisica o psichica o di una anomalia o deviazione sessuale, che impediscano lo svolgimento della vita coniugale.
    b. L’esistenza di una sentenza di condanna per delitto non colposo (cioè cosciente e volontario) alla reclusione non inferiore a 5 anni.
    c. La dichiarazione di delinquenza abituale o professionale.
    d. La condanna a una pena non inferiore ai 2 anni per reati che riguardano la prostituzione.
    e. Il fatto che la donna aspetti un figlio da un’altra persona. Se la gravidanza è stata portata a termine deve essere fatto il disconoscimento di paternità (vedere capitolo Genitori e figli).
    9. Simulazione: i coniugi possono richiedere l’annullamento se al momento della celebrazione del matrimonio erano d’accordo di non adempiere ai doveri coniugali.
  • Nel secondo caso, invece, ecco i motivi che rendono nullo il matrimonio canonico:

  • 1. La mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi o di entrambi al matrimonio, compresa la riserva mentale e la simulazione.
    2. il fatto che uno dei coniugi escluda una delle finalità essenziali del matrimonio religioso, che sono la procreazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.
    3. L’errore sulla persona del coniuge.
    4. La violenza fisica o il timore.
    5. L’impotenza al rapporto sessuale dell’uomo o della donna.
    6.Il fatto che il matrimonio non sia stato consumato, cioè che i due coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo. In questo caso non si tratta di vera nullità matrimoniale, ma di una speciale «dispensa» del Pontefice.
  • Le modalità per richiedere l'annullamento sono più o meno le stesse del rito civile in tribunale - e non potrebbe essere altrimenti in quanto, in caso contrario, la sentenza non potrebbe essere delibata in Italia -, è necessario informarsi presso la curia arcivescovile che in genere è sede anche del Tribunale Ecclesiastico. È necessario, inoltre, il patrocinio di un avvocato patrocinante presso la Sacra Rota.

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