Il matrimonio di Vasco Rossi e Laura per la conquista dei diritti civili?

Allora, questo matrimonio oggi ci sarà o no? Eccoci oggi a darvi tutte le informazioni, o almeno quelle che siamo riusciti a reperire, rispetto all'unione civile di Vasco Rossi e Laura Schimdt, compagna del cantautore da 25 anni.

Il matrimonio tra Vasco e Laura era stato annunciato da lui stesso attraverso la sua pagina facebook lo scorso maggio, e le dichiarazioni rilasciate a tale proposito non hanno mai fatto pensare a nulla di romantico ma solo a qualcosa di estremamente pratico:

è necessario che io firmi un contratto di matrimonio civile, in Italia non sono regolamentate chiaramente le coppie di fatto. Le leggi sono poco chiare, sempre confuse e interpretabili, non si sa mai cosa può accadere... e comunque non sono regolamentate chiaramente le coppie di fatto perché al Vaticano non sono simpatiche e anche ai nostri politici non piacciono tutte queste novità. Oggi le coppie di fatto, domani le coppie di uomini e poi magari le coppie di pecore e pastori. Non ci sarà una festa... non ci saranno pranzi... liste di regali o felicitazioni ma una nuova sconfitta per le nostre convinzioni.

Rossi, sempre con un tono un po' più alto del necessario, parla del suo matrimonio quasi come fosse una battaglia civile. Si comprende che lui non voglia spettacolarizzare un momento privato, si capisce che tale avvenimento creerà scalpore e (fastidiose?) chiacchiere, si è assolutamente d'accordo sul fatto che è assurdo che nel nostro Paese non venga riconosciuta una coppia di fatto, ma c'è bisogno di assumere questo ruolo da predicatore.

E' innegabile che molto spesso nel nostro malandato Paese perché un concetto arrivi a tutti e venga colto dai più, ad esprimerlo debba essere qualcuno che abbia un minimo di seguito e credibilità. Per il primo, dunque, chi meglio di un artista tanto amato e così attualmente lanciato in una veste di capopopolo? Per la seconda, invece, dovremmo poter contare su una classe poilitica che, ahinoi!, al momento è inesistente.

In Italia, dunque, la convivenza non è, al momento, disciplinata da nessuna legge specifica. Ciò vuol dire che la situazione delle coppie di fatto spesso è vaga e confusa e i due partner rischiano di vedersi negati alcuni diritti fondamentali, di seguito elencati:


  • se uno dei due partner ha bisogno di un intervento medico urgente e rischioso, l'altro non può autorizzarlo, visto che non figura come parente.
    Il convivente non può chiedere permessi di lavoro se il partner si ammala.
    Il convivente che collabora all'impresa dell'altro non ha nessun diritto. Meglio, quindi, premunirsi con un regolare contratto di società o di lavoro dipendente.
    Se la convivenza termina, il convivente in stato di bisogno non ha diritto a nessun sostegno economico da parte dell'altro.
    Se dalla convivenza sono nati dei figli e questi sono ancora minorenni nel caso in cui la convivenza cessi, l'affidamento è stabilito in base al criterio dell'interesse del minore. Se vi è disaccordo, l'affidamento è deciso dal tribunale per i minorenni. Anche dopo la cessazione della convivenza, il genitore ha l'obbligo di mantenere il figlio che conviva con l'altro partner.
    In caso di maltrattamenti di un convivente nei confronti dell'altro si configura il reato di maltrattamenti in famiglia.
    Se cessa la convivenza, il proprietario o l'intestatario del contratto d'affitto ha diritto a restare nell'abitazione, salvo un diverso accordo tra le parti. Tuttavia non è lecito "cacciare" l'altro convivente e ogni contrasto dovrà essere risolto dal giudice.
    Se uno dei due conviventi muore e l'appartamento era di sua proprietà, quest'ultimo spetta agli eredi legittimi del defunto. Il convivente potrà continuare ad abitarlo solo se l'altro ne aveva disposto con testamento in suo favore; se invece la casa era in locazione, il convivente ha diritto di subentrarvi nel contratto.
  • Al fine di tutelare le unione naturali, in alcuni Comuni d'Italia è stato istituito il registro delle unioni civili. Per ora non sono molti i Comuni che hanno istituito tale registro. Tra gli altri ricordiamo: Empoli (il primo, nel 1993), Tarquinia, Milano, Pisa, Voghera.

    Ben venga, quindi, che come paladino delle coppire di fatto e per una regolamentazione dei legami civili si schieri Vasco Rossi ma, domanda lecita, la cosa avrà qualche effetto reale o si tratta del solito escamotage per far parlare di lui? Staremo a vedere.

    Foto | TMnews

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