"Basta modelle modificate con Photoshop!", ecco la protesta di una ragazza

Seventeen

Spesso sembra che i personaggi sulle copertine vivano in un mondo parallelo dove ogni imperfezione o difetto non esiste. Quante volte vi è capitato di guardare una rivista e commentare con un ironico "Hanno esagerato un po' con Photoshop qui...". Ebbene, alcune ragazzine americane hanno deciso di agire in prima persona.

A dare il via alla protesta è stata la quattordicenne Julia Bluhm che, insieme ad altre ragazze che si sono unite a lei, ha scritto una lettera alla rivista giovanile "Seventeen", chiedendo di smetterla con l'uso di Photoshop, rischiando di alterare i lineamenti delle modelle e soprattutto di dare un messaggio errato al mondo dei più giovani con la presenza totale di ragazze super belle, chic e magre. Hanno ottenuto una risposta positiva da parte della direttrice del giornale che ha promesso di seguire il loro consiglio (sebbene un vago "Mai fatto, mai lo faremo")

Così, le teenager, hanno deciso di puntare ad un'altra rivista, Teen Vogue. Il motivo è sempre quello, non cambia:

"Ricordo che guardavo quelle pagine e pensavo 'Voglio avere le sue gambe, voglio avere un vitino come il suo, un seno prosperoso'. Non ho mai pensato 'Che ragazza carina, mi somiglia!'. Mai! Chiediamo solo che le riviste per ragazze smettano di alterare i corpi naturali e i visi in modo tale che le ragazze reali e vere possano essere il nuovo standard della bellezza"

Julia continua il suo discorso:

"Moltissime persone credono in questo messaggio: essere bianca e magra è la cosa migliore al mondo. E così la gente continua a comprare questi giornali, noi abbiamo bisogno di gente che capisca che questo non è giusto. Ho sentito un sacco di volte dire, da parte dei pubblicisti: "Questo è quello che vende e perciò lo mettiamo nel nostro magazine". Ma solo perchè vende, non significa che sia una cosa giusta e corretta"

Finora la petizione delle ragazze ha raccolta circa 15.000 firme.

In apertura post la lettera con i punti richiesti mandate alla rivista "Seventeen"

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