E' giusto che in Parlamento si discuta la moratoria sull'aborto, legge 194 del 1978?

Credo che non sia mai facile parlare con serenità di un tema come quello dell'aborto. Quando si toccano le corde della "pancia", intesa come istinto primordiale di vita e salvaguardia di sé (sia per quanto riguarda la madre che il feto) si scoperchia il vaso di Pandora.

Come era già emerso dai vostri commenti ai post di Silvia e Laura, la scelta di una madre che va ad abortire non può e non deve essere presa alla leggera. Qualunque siano le motivazioni che la portano a compiere un gesto così forte è ovvio che le lascerà un segno permanente e che condizionerà la propria vita (e non solo).

In questi giorni, oltre al problema della munnezza, del matrimonio tra Sarko e “Sono la nuova Jackie O"_Carla Bruni, tiene banco sui giornali italiani il dibattito sulla moratoria proposta da Giuliano Ferrara sulla legge 194 che dal 1978 regolamenta l'aborto in Italia.

Il direttore de “Il Foglio” ha preso ispirazione per proporre questa moratoria da quella promossa dall’Italia contro la pena di morte, in seno al consiglio dell’Onu, e devo dire non mi sembrano situazioni anche solo lontanamente paragonabili da un punto di vista etico. Il deputato Bondi, di Forza Italia, ha colto l'appello di Ferrara proponendo una mozione parlamentare per rivedere le linee guida della legge 194.

Mi chiedo, ma perchè ritoccare una legge in base all'accusa di essere vecchia di 30 anni, che dati alla mano ha fatto scendere il numero di aborti del 60%, mettendo le donne di fronte alla scelta con consapevolezza e dando loro gli strumenti per riflettere eticamente su un gesto che prima veniva compiuto in maniera clandestina, quindi con tutte le modalità di un'azione fuorilegge: prima lo fai meglio è, non farlo sapere a nessuno, senze avere tempo e modo di riflettere se fosse davvero la soluzione migliore, nell'interesse della madre e del feto.

Sarà un mio vizio di forma ma mi salta all'occhio che Giuliano Ferrara, Sandro Bondi, il cardinale Ruini e Paola Binetti (che fortemente sostengono la moratoria) vuoi per limite biologico di sesso e di età, non possono partorire un figlio: che sia voluto o non voluto, sano o malato, nato da un rapporto di violenza o di amore.

Con questo non sto dicendo che siano autorizzate a parlare d'aborto solo donne che siano state madri, ovviamente no, ma diffido sempre per mia natura di chi prende posizioni così nette e decise su temi che comportano molteplici implicazioni, soprattutto di tipo contestuale.

Vorrei sapere cosa ne pensate voi, se alla stregua di Giuliano Ferrara considerate l'aborto "un omicidio", o se avete altre opinioni in merito, qualunque esse siano.

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