L'indice glicemico della pasta e quanta mangiarne per non prendere peso

Si dice spesso che la pasta faccia ingrassare, ma è davvero così? Scopriamo l'indice glicemico dei vari tipi di pasta e quanta ne possiamo mangiare per mantenere la linea


Vi siete mai chieste per quale motivo la pasta sia considerata un cibo che fa ingrassare? Forse dipende dall'indice glicemico, o forse dalla calorie? Un po' entrambi i fattori incidono, soprattutto se prendiamo in considerazione la pasta bianca di grano duro, quella ottenuta da farine raffinate prive di crusca.

Infatti chi abbia la glicemia alta, o soffra di diabete, non può mangiare tutta la pasta che vorrebbe (per noi italiani questo è un gran bel sacrificio), perché stiamo parlando di un carboidrato complesso, ovvero di un alimento che contiene zuccheri semplici che si combinano tra di loro e che una volta assimilati si trasformano in energia, ma che se in eccesso provocano scompensi metabolici e tendenza al sovrappeso.

Ecco perché è così importante conoscere l'indice glicemico della pasta, alimento simbolo della dieta mediterranea così amato da grandi e piccini. Questo valore indica la capacità di un alimento contenete zuccheri di innalzare il livello della glicemia nel sangue mezzora dopo il pasto. Considerando che il valore di riferimento è pari a 100, che è quello del glucosio puro, un indice glicemico alto supera la soglia di 70. Qual è quello della pasta comune? Scopriamolo insieme:


  • Pasta bianca cotta al dente IG 45, che aumenta se si prolunga la cottura


  • Pasta integrale IG 40

Come si vede, entrambi i tipi di pasta hanno un IG considerato basso, ma attenzione alle combinazioni. Una delle ragioni per cui si dice che la pasta fa ingrassare è che se ne mangia sempre troppa, la si associa al pane o ad altri amidacei, e in questo modo non solo si aumentano le calorie ma anche il carico glicemico totale.

Quindi, per evitare di mettere su qualche chilo di troppo, dovremmo prediligere la pasta integrale, consumarne porzioni moderate (non più di 70-80 g), da mangiare senza pane e condita con sughi in cui sia presente una fonte proteica, come uova, carne, pesce, legumi o formaggio.

Questo perché i cibi proteici per essere metabolizzati richiedono un dispendio energetico superiore rispetto a quello necessario per digerire i carboidrati, ragion per cui, in associazione, si riduce l'IG di questi ultimi. Tutto chiaro?

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