Vogliamo anche le rose, da domani al cinema il documentario di Alina Marazzi

Domani, 7 marzo 2007, esce nella sale "Vogliamo anche le rose", un film che parla di donne, di tre donne realmente esistite, quasi coetanee a cavallo degli anni 60 e 70, le cui vite non si sono mai incrociate se non nelle letture dei loro diari da parte della regista e documentarista Alina Marazzi. A dare voce e nome ai personaggi ci sono le attrici Anita Caprioli, Teresa Saponangelo e Valentina Carnelutti.

"Anita, Teresa e Valentina non si sono mai incontrate. Hanno vissuto nell'Italia degli anni sessanta e settanta, in età diverse e in città lontane. Ma le loro storie vere, riportate in diari privati, sono in un'ideale continuità, testimonianza di lotte famigliari e politiche, personali e collettive, per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale."

La regista Alina Marazzi sostiene l'importanza di parlare di questioni femminili e di farlo fare alle donne, soprattutto in un momento, come quello odierno, in cui sono sempre più gli uomini a prendere la parola su temi che riguardano da vicino il nostro universo.

Attraverso Anita, ragazza bloccata nella scoperta della sua femminilità da una famiglia borghese e bigotta, Teresa, che affronta da sola un aborto clandestino poco prima dell'approvazione della Legge 194 e Valentina, militante femminista che affronta la vita mischiando sempre personale e politico, il documentario, che si avvale di scene di repertorio tratte da documenti dell'epoca e rilette sia alla luce dei testi che in chiave moderna, ci parla dei "20 anni che hanno cambiato la vita di ognuno di noi" e che forse oggi più che mai hanno bisogno di essere ricordati.

Con un titolo che ricorda lo slogan delle operaie tessili americane in sciopero nel 1912, "Vogliamo il pane, ma anche le rose", ripreso da Ken Loach in un bel film di qualche anno fa, il film è strumento di memoria, la più preziosa delle armi. Per non dimenticare chi si può sempre diventare.

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