Mononucleosi, i sintomi e la durata della malattia del bacio

Familiarmente conosciuta come malattia del bacio, la mononucleosi è una patologia causata dal virus di Epstein-Barr (EBV) ed è una delle infezioni virali più diffusa al mondo. Colpisce principalmente i bambini in età prescolare, ma si manifesta anche in periodo adolescenziale e adulto, mostrando sintomi più tipici rispetto all'infanzia, in cui può essere addirittura asintomatica.

Il veicolo principale di contagio è la saliva (in misura minore anche muco, catarro e lacrime), da qui l'appellativo di malattia del bacio e avviene per via diretta, con i french kisses, appunto, o per via indiretta, con lo scambio di oggetti infetti, soprattutto stoviglie. Il periodo di incubazione va dalle quattro alle otto settimane, entro le quali compaiono i primi sintomi peculiari quali spossatezza, mal di gola, linfonodi del collo ingrossati, febbre, ingrossamento di milza e fegato e spesso presenza di mucillagine biancastra sulle tonsille.

La diagnosi avviene mediante analisi del sangue, con la ricerca degli anticorpi specifici per l'Epstein-Barr, ma già un abbassamento dei neutrofili, con aumento di linfociti e monociti può mettere in guardia sulla presenza di infezione, se poi il virus ha colpito il fegato si noteranno anche un aumento di transaminasi e bilirubina. Inoltre, il tampone faringeo, metodo meno invasivo, potrà dare un primo responso sulla presenza dell'EBV nell'organismo.

La durata della mononucleosi è variabile, dipende dal soggetto interessato. Se, infatti, la fase acuta va scemando in una decina di giorni, gli strascichi del malanno possono durare addirittura mesi. L'unica cura veramente valida è il riposo, un'alimentazione leggera e salutare e l'eventuale uso di antipiretici per abbassare la febbre. Trattandosi di origine virale, si sconsiglia la somministrazione di antibiotici, tanto più che in determinati casi si verificano veri e propri shock fisici in seguito alla somministrazione di ampicillina, che si manifestano con violenti e pruriginosi rash cutanei.

L'omeopatia spesso e volentieri viene in aiuto sia nel trattamento della malattia, sia nella fase successiva della convalescenza. Le diluizioni più usate sono Mercurius Solubilis e Belladonna, in caso di tonsille eccessivamente gonfie si può ricorrere ad Hepar Sulfur. Importantissimo integrare la dieta con sali minerali quali manganese, zinco, selenio e rame, che proteggono il fisico dagli attacchi virali e lo aiutano a recuperare meglio.

Importantissimo è anche, pur dopo la scomparsa totale dei sintomi, non eccedere nell'attività fisica ed evitare gli sforzi. Durante la fase acuta si corre il rischio di rottura della milza e, passata questa, è buona regola riprendere gradualmente le vecchie abitudini. Un po' di cautela non guasta mai.

Foto | Facebook - Infectious Mononucleosis

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