Ovaio policistico, i sintomi e quali test fare

L’ovaio policistico è un disturbo molto comune e colpisce le donne anche in giovane età, creando problemi legati alla fertilità.



Durante l’ultima visita ginecologica il medico ha diagnosticato la sindrome dell’ovaio policistico. Che cos’è? È il termine tecnico con cui si definisce la presenza di piccolissime cisti sull’ovaio e su entrambe le ovaie. Ovviamente, questa condizione comporta delle conseguenze e quindi dei sintomi che possono essere molto lievi o intensi in base alla gravità di queste ciste. Il problema più comune è l’irregolarità del ciclo, che tende a essere molto lungo o a saltare, anche per mesi, completamente. Questo perché le cisti impediscono l’ovulazione.

Poi si possono avere cicli molto dolorosi, con una sindrome premestruale abbastanza intensa, e abbondanti (sia nel flusso sia nella durata dei giorni), peli in eccesso, che purtroppo si possono addensare un po’ in tutto il corpo, tra cui il viso, gonfiore e soprattutto infertilità. Le donne con la micropolicistosi non sono sterili, è ovvio che ovulando meno hanno meno probabilità di concepire.

Quali esami fare? Normalmente la sindrome si diagnostica con un’ecografia interna che mette ben in luce la salute delle ovaie. Poi si può procedere con due strade: prendendo la pillola, che non risolve ma regola, o degli integratori a base di vitamina B (acido folico e inositolo). Anche in questo caso non abbiamo una guarigione completa, ma è la strada più semplice per avere un figlio o almeno per cercarlo. Si consigliano dei test ormonali, che possono aiutare il medico a chiarire il reale stato della donna.

Foto | Flickr

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