Miss Universo: la storia

Dall'America al mondo intero, il concorso di Miss Universo ne ha fatta di strada. Oggi è la kermesse di bellezza più seguita di tutte. Scopriamo di più sulla sua storia.

Se in qualsiasi parte del globo si sente pronunciare Miss Universo, si sa immediatamente di cosa si sta parlando. In verità questa kermesse, che ad oggi vanta una vasta partecipazione internazionale e un giro di affari da capogiro, un tempo nasceva solo dal desiderio di un marchio americano di costumi da bagno di pubblicizzare i propri articoli.

Ma andiamo con ordine. Era il 1952 quando il brand Catalina Swimwear, che l'anno precedente aveva rescisso il contratto di sponsorizzazione con Miss America (la vincitrice del 1951 si rifiutò di posare con indosso il costume da bagno), puntò su qualcosa di più grande. Fu così che furono ideati ben due concorsi, uno era Miss USA e l'altro per l'appunto Miss Universo, la cui prima edizione si svolse in California a Long Beach e vide come vincitrice la finlandese Armi Kuusela.

La risposta di pubblico fu incredibile, tanto che dal 1955 Miss Universo diventò una delle trasmissioni televisive più attese e seguite, i cui diritti furono acquistati dalla rete CBS nel 1960 e rivenduti alla NBC nel 2003. Nel corso degli anni, la fama del concorso è cresciuta a dismisura, tanto che l'organizzazione della kermesse, che è ad appannaggio esclusivo della Miss Universe Foundation (gestita da NBC Universal e Donald Trump), non ha fasi di stallo nel corso dell'anno, ma è una macchina mediatica in continuo lavoro.

A dirla proprio tutta l'imprinting a stelle e strisce si vede sempre, nonostante nel tempo l'evento abbia subito notevoli variazioni, aggiunte, modifiche. Il concorso infatti ha talvolta l'aspetto delle classiche kermesse politiche americane: le partecipanti rispondono a domande, fanno capire alla giuria e al pubblico perché è importante che loro vincano, alla fine sono valutate a seconda di quanto sono risultate convincenti nelle varie prove.

Nello specifico, circa un mese prima della data della finale, alle partecipanti è richiesto di presenziare ad eventi di gala (molti dei quali a sfondo benefico) nella città ospite, che varia di anno in anno e che viene scelta dalla Fondazione dopo aver vagliato tutte le proposte di ospitata del concorso. Da qui vengono poi scelte da una giuria 15 semifinaliste nel corso di una gara preliminare, detta Presentation Show, più una sedicesima concorrente che viene invece eletta tramite voto popolare su internet.

La competizione della semifinale è piuttosto complessa e consta di tre parti. Una prima dedicata ad un "question time" in cui le ragazze rispondono alle domande dei giudici, una seconda che vede la sfilata delle concorrenti in costume da bagno e infine una terza che le vede invece sfilare in abito da sera. La sera della finale, che quest'anno si terrà a Mosca il 9 novembre prossimo, vengono rivelati i nomi delle finaliste che accedono all'ultima parte del concorso, strutturata con prove di bellezza e talento più interviste dei giudici (che non sono mai gli stessi del Presentation Show).

Prima di consegnare la fascia alla vincitrice vengono assegnati altri riconoscimenti collaterali alle partecipanti: es. Miss Simpatia, Miss Fotogenia o il singolare titolo per il costume nazionale più bello. La vincitrice, oltre al titolo di Miss Universo, ottiene un ricco bottino che comprende una borsa di studio di due anni e del valore di 100mila dollari presso la New York Film Academy, uno stipendio per l'intera durata del titolo, collezioni di abiti, costumi da bagno, scarpe, accessori e prodotti di bellezza più il soggiorno gratuito in un appartamento di lusso nella Trump Tower a New York.

Dal 1952 in poi, il ruolo di reginetta, lungi dall'essere solo un mero riconoscimento alla bellezza, è diventato per estensione anche quello di ambasciatrice di pace e "testimonial" di opere di beneficenza. La Fondazione infatti supporta economicamente cause come la lotta contro l'AIDS e la fame nel mondo. Risvolti benefici che mostrano un lato di pubblica utilità della fama.

Fonte | Wikipedia

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