Festa della Donna... oltre le mimose c'è di più?

E rieccoci anche quest'anno. Si festeggia domani la Giornata Internazionale della Donna, altrimenti (e commercialmente) nota come la Festa della Donna.
Un pò come San Valentino, è una di quelle ricorrenze "pagane" capaci di dividere gli animi quasi quanto il derby calcistico dell'anno. Eppure la ricorrenza dell'8 marzo, non nacque certo sotto il segno della celebrazione giuliva. Data posta come simbolo (le cui origini sono ancora poco chiare) delle angherie e vessazioni che la donna ha da sempre dovuto subire in ogni angolo del globo, è oramai stata eletta (non da tutte sia chiaro) a occasione mondana di divertimento.

Un giorno in cui ci si ricorda di essere donne, si rivendicano diritti che nel resto dell'anno si sono dimenticati, si reclama una parità spesso consistente nell'uscire con le amiche, quasi come la passeggiatina mattutina e obbligatoria del cane (e come le coppiette che prendono un'ora d'aria il giorno di San Valentino), si va a vedere gli spogliarelli maschili, dimostrando che non abbiamo niente da invidiare agli uomini: sappiamo essere volgari e sguaiate quanto (peggio) di loro.

Il consumismo ha fatto il suo lavoro e ha sporcato questa ricorrenza come è successo per tante altre. Eppure c'è chi ancora ci crede. Chi ancora sente il bisogno di rivendicare la propria appartenenza al genere femminile, chi crede nella necessità di non lasciar cadere nel vuoto secoli di lotta spesso sotterranea, a volte gridata,sempre sofferta. Ecco il fiorire di iniziative, moltiplicatesi quest'anno anche in occasione del ricorrere del centenario dall'istituzione della festa dell'8 marzo.

Le origini di questa celebrazione sono controverse. E' stata recentemente smentita la vecchia teoria secondo la quale essa ha avuto origine per commemorare la morte di oltre 120 operaie perite nel famoso rogo in una fabbrica newyorkese nel 1908. Ad ogni modo, al di là delle origini, mi chiedo se molte delle donne che festeggiano questa data sappiano realmente cosa stia dietro a tutto questo, quali siano i retroscenda culturali e storici.

Si rivendica la parità tra i sessi, l'uguaglianza, ma poi si vuole una giornata ad hoc? Ci si dichiara progredite, emancipate e moderne, fiere e forti quanto gli uomini ma poi si continua a ricorrere agli stessi vecchi mezzucci per fare carriera e soldi. Però guai a chi tocca l'8 marzo, fiori e spogliarelli compresi.

Personalmente non sono mai stata entusiasta di avere un mio giorno dedicato, come una specie in via d'estinzione. La festa dell'uomo non si celebra, perchè la donna deve avere il contentino di una giornata in cui assume importanza? "Auguri", mi sento dire...auguri per cosa? Per essere nata donna? Per farcela nonostante tutto? Una carezzina e un sorriso di compassione per appartenere al cosiddetto "sesso debole"?

Non so ancora darmi una spiegazione. Poche le certezze, se non che detesto le mimose, e molti dubbi: ma la festa della donna serve ancora a qualcosa?

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