Confessò di aver ucciso la moglie nel 90, ma non farà neanche un giorno di carcere

Ci sono omicidi che restano impuniti, reati che cadono in prescrizioni e vittime che non trovano giustizia, proprio come Teresa Bottega, la donna uccida dal marito nel 1990.



Uccise la moglie 23 anni fa e non fece neanche un giorno di carcere. La cosa che più sorprende, oggi, alla luce delle testimonianze e della ricostruzione del caso è che l’assassino, Giulio Cesare Morrone, è destinato a restare impunito nonostante abbia confessato. Come mai? Il reato è caduto in prescrizione, nonostante nel corso del processo con rito abbreviato il pm, Valentina D’Agostino, abbia chiesto 16 anni di reclusione.

Che cosa è accaduto in questi 23 anni? Il caso è stato prima archiviato come scomparsa volontaria, poi riaperto con tanto di confessione di colpa del marito. La chiave di volta è stata la testimonianza di un uomo che ha scoperto da un sacerdote che Morrone aveva ucciso la moglie. Il corpo della donna non è stato mai trovato. Come mai non è finito in galera? La legge prevede che solo i reati puniti con l’ergastolo non cadano in prescrizione, in questo caso il giudice non ha riconosciuto l’aggravante dei futili motivi e di conseguenza non è scattata la pena più pesante. Indignata, la sorella di Teresa Bottega ha commentato:

Ha studiato tutto nei minimi particolari adesso dice di essere un benedettino, lui è un diavolo. Ha fatto uscire fuori la verità quando sapeva che sarebbe intervenuta la prescrizione, così si è liberato di questo peso. Adesso sta tranquillo.

Via | Corriere

Foto | Crimeblog

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