Iran: libri di poesie come pegno di un divorzio


Un saldo da pagare obbligatoriamente al momento del divorzio, da concordare alla stipula delle nozze. Così un marito iraniano si congeda al termine di un matrimonio non andato bene, secondo la legge: pagando un mehrieh, un pegno appunto, di solito economico ma anche più "materiale". Nella notizia di ieri il mehrieh dovuto alla ex moglie da un giovane marito è di più di 8100 libri di poesie, spesa non da niente direi, ma senz'altro meglio di casi precedenti in cui il pegno da pagare sono quintali di rose moriture.

Almeno i libri restano! Immagino la casa di questa donna, riempita da valanghe di libri, che sostituisce un uomo con pagine di cultura. Una bella immagine, anche quella donata dalle dichiarazioni della donna: "nella mia famiglia la poesia ha un valore maggiore del denaro e si addice più a un patto matrimoniale, che deve basarsi sull'amore e non sui beni materiali". Parole sante!

Ma pensiamo cinicamente: se al momento delle nozze dovreste decidere un pegno da ricevere in caso di divorzio, cosa chiedereste? (Sono esclusi dal gioco i classici patti pre-matrimoniali con mantenimento ad vitam!)...

Foto| Flickr

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