Il buon partito esiste ancora?

Dovremmo esserci abituati, eppure le uscite del nostro Cavaliere nazionale (nonchè Paperone del Parlamento), Silvio Berlusconi, fanno sempre effetto. L'ultima in ordine di tempo risale a qualche giorno fa, quando durante la diretta del Tg2, il candidato premier ha risposto "simpaticamente" ad una giovane precaria, che gli chiedeva come fosse possibile per le coppie formare una famiglia data la triste situazione economica generale e l'instabilità dei posti di lavoro, che la soluzione migliore era quella di sposare suo figlio (del Berlusca) o comunque uno ricco.

By-passando per una volta le prevedibili reazioni di sdegno, questa geniale soluzione a me ha fatto riflettere...e forse non ha detto una così poi grande boiata. Cioè l'ha detta, ma dati i tempi che corrono - e lasciando per una volta da parte i giustissimi ideali (dei quali io mi faccio forte) - forse un padre (vero) che si renda conto di come le cose siano in caduta libera nel nostro amatissimo Paese, e abbia a cuore la sopravvivenza della figlioletta, le darebbe lo stesso consiglio.

Fino a non molti anni fa in maniera sottaciuta, e almeno fino al dopo guerra in maniera palese, la via migliore per una donna di assicurarsi un'esistenza onorevole era quella di trovare il cosiddetto "buon partito". Essere di buona famiglia era il requisito essenziale per i giovanotti d'allora; a ciò andava aggiunto un buon posto di lavoro, una certa rispettabilità sociale, e chissà...magari anche un aspetto piacente avrebbe rappresentato un non plus ultra, ma non era indispensabile.

Oggi ha ancora senso parlare di buon partito? Oggi che le donne hanno conquistato nuove posizioni sociale (almeno sulla carta), una certa indipendenza economica (nei loro sogni migliori), si da ancora la caccia all'uomo da impalmare per sistemarsi? Forse fa tanto trendy dire che non è così ma io sospetto che le parole non corrispondano a verità.

Magari sono cambiate le "prede", ora gli oggetti del desiderio - e non solo sessuale - sono diventati calciatori, attori e divi del momento, piuttosto che gli industriali (che però sono sempre papabili), e figli di liberi professionisti, categoria questa che non gode di buona salute. E le ragazze che se li vogliono acaparrare non devono più mettere in mostra doti di esemplare virtù, semmai mettere in mostra il loro lato migliore (quello B per esempio) da qualche rivista calendario o trasmissione televisiva. I tempi cambiano...le strategie di sopravvivenza si adattano ma non muoiono.

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