Donna uguale atipica: in Italia la precarietà porta la gonna (e difficilmente gareggia)

woman laptopIo sono precaria. Guadagno meno di 10.000 euro all'anno. Non so fra quanti anni arriverò ad un contratto stabile. Sono nella norma. Come me quasi la maggioranza delle giovani lavoratrici e un buon 26% delle under 34 è precaria, mentre nell'equivalente target maschile solo il 15% dei lavoratori è in stato di precarietà. E 34 anni è l' età dalla quale si cominciano a contare donne che decidono di mettere al mondo dei figli. Perchè prima, viste le condizioni economiche che a malapena ci permettono di mantenerci, è difficile pensare di metter su famiglia.

Il rapporto Ires CGIL, presentato ieri a Roma, lancia l'allarme quote rosa e mette in risalto una disparità nella stabilità del lavoro accentuata dal genere. Dicono che siamo quelle a cui viene data "la possibilità di gareggiare, ma non la certezza di poter accedere alla vittoria, sempre che ci facciano correre".

Amareggiata, ma non è che non lo sapessi, continuo a guardare queste tabelle piene di dati che confermano una realtà con cui conviviamo ogni giorno, essere donne e precarie. Non riesco a trovare parole più lucide, nè una metafora che renda l'idea quanto quella della gara usata da Repubblica per definire la situazione delle giovani lavoratrici in Italia, già svantaggiate rispetto alle colleghe del resto d'Europa. Quindi passo a voi il testimone e la parola a proposito.

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