Donna, uomo o ermafrodita? Lo scandalo di Thomas Beatie, il primo uomo "incinto"

La notizia è rimbalzata in ogni angolo del mondo. Per tutti è "Il primo caso di uomo incinto". Tracy Lagondino è il nome registrato tuttora all’anagrafe, oggi invece - dopo aver cambiato sesso circa 10 anni fa - si chiama Thomas Beatie, e dice di essere "incinto" di 5 mesi (22 settimane in termini ginecologici).

Tutto iniziò quando Tracy incontrò Nancy, sua attuale compagna, e si rese conto di essere omosessuale. Decise così di sottoporsi a terapie a base di testosterone e ad un intervento per l’asportazione del seno. Tuttavia volle mantenere inalterato l’apparato riproduttivo. Solo dopo il matrimonio e la scoperta della sterilità della donna, l’unica soluzione trovata per avere un figlio fu quella dell’inseminazione artificiale.

Ora l’ex-donna ha accettato di pubblicare sulla rivista per omosessuali "The Advocate", la fotografia del suo inequivocabile stato di gravidanza, e con la sua inequivocabile barba. ''La nostra situazione – ha dichiarato Thomas Beatie - è un territorio sconosciuto sotto ogni punto di vista: legale, politico e sociale''. Effettivamente... Ma quando il bambino/a nascerà verrà registrato come figlio di Thomas Beatie? Thomas potrà essere registrato come suo padre se all’anagrafe è ancora Tracy Lagondino? E per lo Stato dell’Oregon (dove vivono) che non tutela le coppie di fatto? Infine, la società -più strettamente i vicini- hanno cambiato atteggiamento nei loro confronti? E la creatura che verrà alla luce tra pochi mesi, come verrà accettata?

In realtà negli States questo non è il primo caso di donna transessuale che concepisce un figlio, però è la prima volta che qualcuno abbia accettato di farsi fotografare con il pancione. Un altro di quei casi, quindi, che fa scalpore nel momento in cui, sebbene noto a molti, viene spiattellato in prima pagina con titoli sensazionalistici da fenomeno da baraccone.

La foto è impressionante, all’inizio si prova incredulità e si pensa ad un bluff, eppure è tutto vero. La diversità ha eternamente creato diffidenza (leggi Queer), il caso di Thomas non sarà certo l’ultimo.

Molti grideranno allo scandalo. Altri saranno solidali. Altri ancora si batteranno affinché questa esclusività rimanga custodita dalle sole “donne vere” (vedi anche Benessereblog). E tutti quelli che finora hanno ironizzato o lamentato il desiderio di poter affidare un simil dono anche all’uomo, cosa ne dicono ora di fronte al fatto compiuto? E l'avanguardista-ma-in-fondo-ancora-puritana società americana, accetterà questi nuovi corpi sociali? Se si riflette bene però, si vede che in realtà questo è solo il risultato dell'istinto materno di una donna, e non di un uomo.

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