Quando la violenza è donna: sfregia il marito con l'acido

Siamo tristemente abituati a leggere notizie che ci raccontano di come le donne siano prede inermi della furia - purtroppo spesso assassina - di mariti, fidanzati, padri, amici. Ma ogni tanto capita anche di sentire notizie come questa. Una donna marocchina di 44 anni residente con il marito nel cuneese, al termine dell'ennesimo violento litigio, ha pensato bene di punire il consorte cospargendolo di acido (soda caustica) nel volto mentre dormiva. L'uomo è stato trasportato all'ospedale dove è tutt'ora ricoverato con prognosi riservata e ustioni molto gravi al viso. La donna è agli arresti.

Non è la prima volta che una signora perde le staffe e decide di ricorrere ad estremi rimedi. Tutti certamente si ricorderanno il caso di Lorena Bobbit, che evirò il marito nel sonno, per punirlo delle sue malefatte, e poi se la scampò (la corte la riconobbe semi-inferma di mente). Mi viene anche da pensare che quando le donne reagiscono in un certo senso è quasi sempre perchè portate ad esasperazione dai comportamenti di non angelici compagni. Nella fattispecie di cui si parla oggi ancora non sappiamo cosa sia realmente accaduto per indurre la marocchina a "decorare" il viso del maritino.

Certo bisogna chiarire che niente giustifica la violenza. Mi viene però da fare i paragoni con i già noti casi di atti violenti contro le donne, ai quali sembra che ormai siamo tutti assuefatti. E' quasi routine giornaliera aprire il giornale e leggere di mogli accoltellate, di fidanzate strangolate, di studentesse violentate. E' il mondo nel quale ormai viviamo. E si capisce come possa fare invece molta sensazione quando a trasformarsi nella parte violenta sia la donna.

Le meccaniche che spingono un essere umano ad accanirsi contro i suoi simili sono varie, complesse e non è certo questa la sede adatta ad analizzarle. Credo però di non sbagliare dicendo che il più delle volte la follia distruttrice scatta con dinamiche differenti nelle donne, che purtroppo si accaniscono sui figli, ma molto di rado sui compagni. Forse per una questione di svantaggio fisico? Forse, ma forse no, dato che per maneggiare un coltello, premere un grilletto, o versare acido come in questo caso, non occorre essere dotati di chissà quale grandi forze, ma solo di qualche rotella che ad un certo punto smette di girare come deve nel cervellino...

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