Le donne-immagine in politica: Anna Falchi dice no

Ce la siamo scampata bella. Almeno per una volta siamo stati graziati, evitando l'ennesimo trionfale ingresso nel circo equestre che è ormai divenuta la tribuna politica italiana, dell'ennesima divetta riciclatasi impegnata attivista. Parliamo di Anna Falchi, ex-signora Ricucci, che in un'intervista pubblicata dal settimanale TU, in edicola oggi, dichiara che entrambi gli schieramenti (destra e sinistra) l'avevano contattata per chiederle di presentarsi come candidata alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile. La sola idea mi mette i brividi... La bionda finnica però è stata saggia, più di altre, e ha detto no.

La politica è già in stato confusionale, ci manca soltanto che arrivi io a metterci la mia inesperienza.

Sante parole, vai a vedere che la sto rivalutando. Finchè non proseguo nell'intervista...

Però, qualcosina da fare in testa ce l'avrei ...

Si Anna, anche noi abbiamo qualcosa in testa, si chiama cervello. E le sinapsi dentro la scatola cranica ci fanno chiedere a noi stessi: perchè? Perchè siamo giunti al punto da dover vedere cartelloni elettorali, spot, campagne su web e carta stampata che propongono le candidature più assurde? So di essere un'inguaribile ingenua eppure continuo a pensare che la politica sia una cosa seria. Una cosa da lasciar fare a chi la sa fare, a chi è preparato per farla, perchè da essa derivano le decisioni che influiscono nella vita di tutti. E infatti basta guardarci intorno per vedere a che punto siamo arrivati grazie a decisioni sconsiderate.

Nel marasma senza apparente via d'uscita che si abbatte sempre più sul Belpaese invece pare che il calderone politico sia divenuto un cassonetto (in)differenziato dove riciclare ogni possibile personaggio, che nemmeno il contestatissimo termovalorizzatore di Acerra ne hai mai visti di simili. La moda del momento è candidare donnine di bell'aspetto che assolutamente nulla possono dare in termini di apporti fattivi e costruttivi alla vita di un governo e della sua opposizione, ma solamente illuminare le aule parlamentari con la loro bellezza. Appendere dei calendari nei corridoi di Montecitorio non bastava?

Apripista di questa avvilente ansia arraffa-bellone, la Mara Carfagna, accalappiata da Silvio nostro, che l'avrebbe persino sposata (perchè è brava). Anzi a onor del vero prima di lei ci sono state anche Elisabetta Gardini (chissà se nel frattempo ha scoperto cos'è la CONSOB) e Gabriella Carlucci. Anche loro brave, ma un calendario senza veli non lo avevano mai fatto. Ogni giorno apriamo il giornale e paventiamo la "discesa in campo" di Aida Jespica o di Angela Sozio (se vi state chiedendo chi è, la rossa di un Grande Fratello, non chiedetemi quale edizione). Tutte per Forza Italia. Il Cavaliere sì che ama le donne.

Io invece amerei vedere più donne in politica, ma non in questi termini. Se per rispettare le quote rosa dobbiamo veder occupati gli scranni parlamentari da un'intero staff di ballerine di lap dance, allora preferisco vederle vuote quelle poltrone, o piene di vecchi babbioni (com'è quasi sempre del resto). Trovo estremamente deprimente constatare come si utilizzino le donne come fossero delle statuine o le foto stesse dei loro calendari, per fare numero, per piazzarle o per fare rappresentanza estetica. Quanta strada abbiamo ancora da fare...

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