CharmingBurka: tecnologia Bluetooth per combattere la repressione femminile

CharmingBurka, burqaBurqa strumento di repressione femminile? Forse in passato, ma oggi con l'invenzione del designer tedesco Markus Kison si aprono nuovi spiragli che potrebbero portare una ventata di libertà anche sotto la fitta trama dei burqa.

Mi riferisco al CharmingBurka, un progetto dell'artista tedesco che nell'ultra conservatore abito- simbolo per eccellenza della sottomissione della donna- ha integrato la tecnologia Bluetooth per permettere alle donne di esprimere la loro vera identità pur restando celate sotto il burqa.

Sotto le spoglie del tradizionale abito, dunque, si cela un apparato hitech che permette alla donna di trasmettere foto o qualsiasi altra informazione ai telefonini posti nelle immediate vicinanze. Spetterà a lei, quindi, decidere cosa far vedere di sé e a chi mostrarsi; scegliere, insomma, dove posizionarsi virtualmente.

Non solo tecnologia Bluetooh in questo burqa tecnologicamente avanzato e qui troverete le ulteriori feautures inserite nell'abito. Secondo Kison, nulla della sua creazione va contro le leggi della Sharī‘a, e questo genere di indumento potrebbe dare alle donne costrette ad indossarlo l'apparenza di vivere un po' più all'occidentale.

La speranza, ovviamente, è che il burqa cessi di essere un obbligo imposto dalla religione, e diventi, in estrema ratio, una “scelta consapevole”, ma visto che questo momento sembra essere ancora lontano, la trovata di Kison potrebbe rappresentare un modo per aggirare almeno parzialmente la schiavitù imposta dal burqa.

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