Festival della fertilità e adorazione di simboli fallici, tutto Made in Japan

In occidente esiste il Gay Pride, in Giappone esiste il “Festival di Kanamara”, nato più di 300 anni fa quando le prostitute iniziarono a invocare gli dei per essere protette dalla sifilide, e oggi invece si festeggia portando a spalla falli giganteschi neri e rosa.

La manifestazione del “Festival della fertilità” si è svolta qualche giorno fa in un piccolo tempio della città di Kawasaki, a sud di Tokyo, alla presenza di 30.000 “fedeli” che hanno invocato la protezione contro le malattie a trasmissione sessuale.

Secondo i racconti dei presenti, le strade della cittadina sono state invase da una marea di gigantesche statue a forma di fallo sotto gli occhi anche di migliaia di curiosi, che nel perfetto stile giapponese hanno fotografato questi genitali... che ogni uomo sulla terra invidierebbe.

Sebbene il festival abbia radici mistiche, oggi questo evento ha in realtà uno scopo didattico ben preciso: aiutare la gente a conoscere meglio e proteggersi dall'Aids, e funge anche da strumento di supporto alle campagne per i malati che hanno contratto il virus.

Adorare i simboli fallici non è una novità in Giappone, anzi è pratica comune, e c’è anche un periodo adatto per farlo: la primavera (sempre avanti i giapponesi, èh?). A guardare la foto molto folkloristica scappa inevitabilmente la risata, che si tira dietro un'infinità di battute, soprattutto se immaginiamo una sfilata del genere, per esempio, tra le strade di Roma. Però una cosa è certa, rispetto agli europei il Sol Levante ha una migliore predisposizione liberale a trattare il sesso e tutto ciò che ci gira intorno (sexy shop docent). Sesso e serenità, binomio possibile per i giapponesi. E per noi occidentali? A voi l'ardua sentenza.

Per vedere le altre foto dell'evento, cliccate qui: Kanamara Matsuri

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