Divorzio a 8 anni, la piccola donna dello Yemen

Nojoud Muhammed Nasser ha 8 anni e vive in Yemen. Il 2 aprile scorso si è presentata davanti ad un tribunale di Sana’a per chiedere il divorzio dal marito. Sbattuto sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo, è scoppiato il caso (qui la notizia).

Avvolta nella sua abaya nera, con gli occhi di una bambina che vuole solo giocare e studiare, ma già donna per colpa di una società ancora tribale, ha denunciato un marito di 22 anni più grande, Faez Ali Thamer, per violenze fisiche e sessuali; e suo padre Muhammed Nasser per averla consegnata – due mesi fa - nelle sue mani.

Ad otto anni si è bambini. Lo dice la Convenzione sui diritti dei minori del 1989 dell’Unicef (ratificata da tutti gli Stati del mondo tranne due: Somalia e Stati Uniti), e sebbene vi sia solo un’indicazione circa l’età del matrimonio - che rimanda poi alle rispettive leggi nazionali -, l’ordinamento interno yemenita stabilisce che l’età minima per le nozze è 15 anni. Ciò vale per uomini e donne. Chi viola questa legge non viene punito.

Il matrimonio è legalmente illegale. Ma la verità è un’altra. “Nelle realtà tribali le bambine sono delle risorse –ha spiegato il direttore generale dell’Unicef Italia, Roberto Salvan in esclusiva a Pinkblog-. In queste società i genitori danno in sposa le figlie all’età di 7, 8 e 9 anni in cambio di una dote, con la rassicurazione che non ci dovrebbero essere rapporti sessuali fino all’età della pubertà”. Ma non esiste controllo post-matrimonio. E’ alla mercé del marito e del suo desiderio (Sister Arab Forum for Human Rights).

“Il braccio di ferro tra Nojoud e suo marito durerà per molto tempo”, ha affermato Salvan, perché di fondo c’è una grave difficoltà culturale. L’Unicef, presente nel territorio dello Yemen con molti programmi a sostegno in particolare della condizione femminile, sta lavorando sul campo fianco a fianco con le altre organizzazioni per i diritti umani.

Dato il caso unico (finora), si sta cercando ora una soluzione che permetta ad entrambi, per motivi diversi, di uscirne illesi pubblicamente. Se la piccola donna riuscirà ad avere il divorzio, dovrà restituire la dote che il marito ha dato alla sua famiglia, e poi dovrà affrontare il suo futuro in un mondo ancora antico. Lui, invece, in nome di una reputazione da difendere davanti alla tribù, non è intenzionato a divorziare: “Sono stato in intimità con lei –ha detto-, ma non ho fatto nulla di male. E’ mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi”.

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