Quando il fruttosio fa male e quali rischi si corrono

Il fruttosio è lo zucchero della frutta, che però troviamo anche come alternativa al comune saccarosio, per dolcificare cibi e bevande. Scopriamo se e quando è sconsigliato usarlo


Il fruttosio è lo zucchero della frutta, in genere considerato più salutare rispetto ai dolcificanti tradizionali estratti dalla canna da zucchero o dalla barbabietola, ovvero il saccarosio. In realtà, le cose non stanno esattamente così.

Non è corretto affermare che il fruttosio faccia male, perché ciò dipende dal quantitativo che se ne assume giornalmente. Tutti gli zuccheri puri, raffinati, aggiunti da noi ad alimenti, dolci, bevande, fanno male.

Si tratta di condimenti che non hanno alcun valore nutrizionale, ma tantissime calorie e soprattutto un indice glicemico elevato che nelle persone predisposte può scompensare il metabolismo e favorire condizioni come l'insulino-resistenza che apre le porte al diabete. Detto questo, un po' di zucchero ogni tanto non produce danno.

Il problema, piuttosto, è che se noi sommiamo, al quantitativo quotidiano di cui siamo consapevoli (lo zucchero nel caffè, piuttosto che la fetta di torta o il croissant), a quello che ignoriamo del tutto o sottovalutiamo, ovvero lo zucchero delle bevande, degli alimenti conservati e in scatola (quasi tutti sono addizionati di sodio e di glucosio) e gli alcolici, arriveremo facilmente ad un totale pericoloso per la nostra salute.

Il fruttosio ha, è vero, un indice glicemico inferiore rispetto al saccarosio e al glucosio, e anche qualche caloria in meno, tuttavia ha due difetti di cui tenere conto. In primo luogo, come ogni zucchero puro, predispone all'insulino-resistenza e quindi al diabete, in secondo luogo inibisce la produzione di un ormone, la leptina, importante regolatore dell'assorbimento dei grassi nel sangue.

Quindi tanto fruttosio ci fa ingrassare e predispone al diabete. Viceversa, mangiare tanta frutta fresca è un vero toccasana. Questo perché lo zucchero contenuto nei frutti viene assimilato insieme ad altre sostanze come le vitamine e i minerali con potere antiossidante, e alle fibre, che riducono l'assorbimento degli zuccheri nel sangue.

Ricapitolando, un po' di fruttosio ogni tanto per dolcificare il caffè va benissimo, ma è importante non abusarne pensando, erroneamente, di ridurre i rischi associati al saccarosio. Ben vengano, invece, la frutta mangiata in purezza e i succhi freschi.

Foto| via Pinterest

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