I sintomi della prolattina alta e come si cura

La prolattina è un ormone che viene secreto dalla ghiandola pituitaria, sia nell'uomo sia nella donna, di giorno e di notte. Se livelli bassi di prolattina non sono di particolare rilievo clinico, l'iperprolattinemia, suscita qualche preoccupazione. Trattandosi di un ormone che regola la produzione del latte nella donna in gravidanza, un suo eccesso si riflette anche su ciclo e fertilità, dato che la sua presenza massiccia inibisce i due ormoni necessari per l'ovulazione: FSH e GnRH.

I sintomi principali della prolattina alta sono la secrezione di latte dalle mammelle (galattorrea), cicli mestruali molto distanziati l'uno dall'altro (a volte anche assenza totale di ciclo), cefalea, dolore e gonfiore al seno, tendenza alla policistosi ovarica, frigidità sessuale e infertilità. Nell'uomo i sintomi si limitano a tre: disfunzione erettile, diminuzione della libido e scarsa produzione di sperma.

Le cause, quando non ci si trova difronte a patologie di una certa importanza, quali tumori della ghiandola pituitaria o dell'ipofisi, vanno ricercate negli stili di vita o nella presenza di altre patologie. Lo stress, come per molte altre disfunzioni ormonali, gioca un ruolo importante nell'iperprolattemia, così come anche l'uso di antidepressivi o farmaci per la pressione alta. Ancora, ipotiroidismo, malattie renali, ovaio policistico, utero e ovaie più piccoli della norma, endometrio troppo sottile, contribuiscono alla formazione del problema.

Per quanto riguarda le cure, spesso non sono specifiche per la prolattina alta, ma per le cause scatenanti. Ad esempio, l'interruzione dei farmaci su citati porta a una completa risoluzione del problema, così come puntare sulla diminuzione dei fattori stressanti o curare la policistosi ovarica. Una cura più mirata poi si basa principalmente sull'uso di farmaci a base di bromocriptina o cabergolina.

Soprattutto per la prima è importante valutare bene i dosaggi, partendo da quelli più bassi per poi modulare meglio successivamente. Questo perché gli effetti collaterali, principalmente nausea e vertigini (ma anche dolori addominali, debolezza e costipazione) specie i primi giorni di trattamento, possono essere piuttosto fastidiosi. Come buona regola generale poi si dovrebbe mantenere un livello costante di insulina nel sangue.

Puntare a una dieta che riduca i picchi glicemici e, di conseguenza, gli eccessi insulinici, aiuta a risistemare anche tutti gli altri dosaggi ormonali, anche la prolattina. Per non sbagliare, in rete si trovano molte tabelle riportanti gli indici glicemici degli alimenti, un piccolo aiuto dal web per sapere sempre cosa mangiare ed evitare errori alimentari.

Foto | TM News

  • shares
  • Mail