Lo staff di Nicole Minetti pronto a lanciare i preservativi Bunga Bunga?

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Minetti condom Bunga Bunga

Abbiamo appena finito di commentare che Nicole Minetti è stata scelta per portare al polso un braccialetto in pizzo macramé con i colori del tricolore che, subito, dal patriottico (!) si scade nel pecoreccio.

Comprendiamo perfettamente quanto è giusto che la consigliera regionale cominci a pensare già da adesso al suo futuro lavorativo, dopo una carriera politica che non la vedrà né sugli scranni parlamentari né tanto meno salire al colle - eh sì, perché in tempi di vacche grasse sono circolate anche questi desiderata -, darsi da fare è d’obbligo.

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È dunque la stringente necessità di un investimento per un tranquillo riposizionamento nel mondo del lavoro che avrebbe spinto Luca Pedrini, fidato (e incauto?) portavoce della consigliera lombarda, a depositare il marchio Bunga Bunga condom?

Secondo alcune indiscrezioni non ancora confermate, la Minetti starebbe valutando una serie di possibilità per quando le si chiuderanno in faccia, senza troppi complimenti, le porte istituzionali che fino a questo momento le hanno permesso di pagarsi massaggi e parrucchiere in cambio di sbadigli, timide alzate di mano e passaggi di gloss durante le sedute in consiglio regionale.

L’idea era quella di aprire un centro fitness ma, forse abituata ad altri guadagni, pare che il mondo imprenditoriale l’attiri di più di quello legato alla salute del corpo. No, niente facili illazioni! A quanto riportato da VanityFair.it, infatti, pare che lo scorso 6 luglio l’assistente della Minetti, ovvero il diligente Pedrini, abbia depositato all’Ufficio brevetti e marchi del ministero dello Sviluppo Economico il logo «Bunga Bunga condom».

Di cosa si tratta? Niente di meno di ciò che si pensa: l’idea è quella di lanciare una linea di preservativi con la scritta in maiuscolo che rimanda ai famosi festini che secondo l’accusa dei pm di Milano si sarebbero tenuti nella villa di Arcore dell’ex Presidente del Consiglio e per i quali la Minetti è imputata per favoreggiamento e induzione alla prostituzione.

Non c’è che dire, decisamente meglio così piuttosto che la notizia secondo la quale la Minetti avrebbe pensato di depositare il logo di un nuovo partito - anche se sarebbe stato interessante leggerne il programma - che l’avrebbe vista candidata al parlamento. Ci siamo salvati per ora e la protezione, soprattutto in certe situazioni, è decisamente irrinunciabile!

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Foto | © TM News

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