Margot Wallström, vice presidente della Commissione europea: più donne nell' Unione Europea e la sua Call for action

Non è un dato di fatto quello enunciato nel titolo, bensì un'auspicio fatto dalla vice presidente della Commissione europea, Margot Wallström, in merito ad una maggiore presenza femminile nelle posizioni di potere all'interno dell'Ue.

In un intervista rilasciata a Le Monde la vice presidente si interroga "Perché le tre personalità che incarnano l'Unione europea sulla scena internazionale devono essere necessariamente tre uomini?"

E continua "L'Europa si merita di più. I requisiti presi in considerazione per coprire questi incarichi sono tanti: si tiene conto di esperienza, appartenenza politica, nazionalità, tipo di paese, appartenenza o meno alla zona euro".

"Ma in tutti i casi i candidati sono sempre uomini e mi stupisce che nessuno sottolinei l'assenza di una donna in un posto simile. Compresa la Francia che pure ha contribuito con grandi donne come Simone Veil e Nicole Fontaine alla costruzione dell'edificio europeo. I nomi non mancano: Angela Merkel, Emma Bonino, Mary Robinson, Tarja Halonen, Dora Bakoyannis sono donne con le qualità e l'esperienza necessarie. Gli uomini non faranno questi nomi, tocca a noi: è una questione di democrazia".

In effetti non si può che condividere la "denuncia" di Margot Wallström, a parità dei sopracitati requisiti, richiesti per gli incarichi in seno alla Ue, non vengono avanzate candidature femminili. In 50 anni non c'è mai stato un presidente donna della Commissione Europea e solo due volte sono stati eletti presidenti donna del Parlamento Europeo. La brillante vice presidente tramite le interviste rilasciate recentemente a Le Monde, Financial Time e Le Soir ha riscosso attenzione sul problema ed ha indetto una mobilitazione (A call for action) tramite il suo blog per:

1. assicurare un equa presenza femminile tra i candidati per la presidenza nelle prossime elezioni
2. aumentare la presenza femminile nelle liste elettorali per le elezioni europee
3. aumentare l'elettorato femminile nelle elezioni per il Parlamento Europeo a giugno

Nel post di Margot Wallström che cerca di dare risposta alla scarsa presenza femminile ai vertici della Ue c'è un'affermazione che mi colpisce:

"Non è per la mancanza di donne capaci, ma per una questione di uomini che scelgono altri uomini"

C'è un universo dietro ad un'affermazione del genere, e voi, che ne pensate? C'è una lobby di potere "maschlista" che si autotutela (in)consciamente dall'intrusione femminile?

Via | Internazionale

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